Opinioni

Tutti i soldi che il Comune di Roma NON vuole

In campagna elettorale l’amministrazione di Virginia Raggi, nella persona del capo di gabinetto, poi vicesindaco, adesso assessore allo sport Daniele Frongia prometteva che avrebbe riportato a casa 1,2 miliardi di sprechi che lui stesso aveva individuato e sui quali aveva scritto un libro. Secondo Frongia sarebbero tornati disponibili entro sei mesi. È passato un anno e il risultato lo conosciamo tutti. Ma di soldi da incassare, invece di chiederli allo Stato e quindi ai cittadini italiani, ce ne sono anche altri. La cifra precisa è di 1.474.887.402,20 euro. Ovvero quasi un miliardo e mezzo di “crediti di natura tributaria”, iscritti nel bilancio consolidato 2016 del Campidoglio.

daniele frongia
Da Romatoday

Sono i soldi che l’amministrazione comunale non ha incassato dai cittadini, negli ultimi anni, per i tributi e le tasse locali. Soprattutto Ici e Imu, ma anche le tariffe dei servizi pubblici come le rette delle mense scolastiche e degli asili nido, le tasse per il trasporto scolastico, le sottoscrizioni per gli impianti sportivi gestiti dal Comune (l’assessore è Frongia, quello del miliardo e mezzo), le tasse per le manifestazioni turistiche, le tariffe dei servizi sociali. E ancora canoni d’affitto degli immobili di proprietà di Roma Capitale (tra cui i morosi di Affittopoli), concessioni cimiteriali, Cosap (canone di occupazione di suolo pubblico), affissioni e così via.
tributi mai riscossi roma
Riepilogati nell’infografica del Messaggero, i crediti sono tali che recuperare almeno un terzo della somma persa per crediti tributari significherebbe per Palazzo Senatorio avere a disposizione un tesoretto da circa 500 milioni. Ma la riscossione tributi è un lavoraccio, non certo bello bello bellissimo, e che crea malcontento nei confronti di chi deve pagare, ovvero in questo caso ampie fasce di cittadinanza. Meglio chiederlo a quei cattivoni del governo. Così se te li dà è merito tuo che li hai chiesti. Se non te li dà, è colpa loro che non te li hanno dati. E domani è un altro giorno passato a promettere quello che non puoi mantenere.

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