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Il grande ritorno su Facebook dei Socialisti Gaudenti

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Nemmeno Facebook può fermare la Rivoluzione. E così, in attesa della socializzazione dei mezzi di produzione dei meme, il social network blu si scusa per la censura a pene di segugio e restituisce la pagina ai Socialisti Gaudenti dopo avergliela chiusa per un pomeriggio.

Il grande ritorno su Facebook dei Socialisti Gaudenti

Lo confermano loro stessi in un post al grido di “I vostri ban non fermeranno i nostri Negroni“, pubblicando le “scuse” dell’azienda.

Vi ringraziamo tutti per la solidarietà, è stato tipo assistere al nostro funerale ma da vivi (ora sappiamo cosa ha provato Matteo Renzi il 4 dicembre 2016).

Il nostro caso è abbastanza assurdo ed è stato risolto in qualche ora (qui sotto trovate le scuse dell’azienda) anche grazie al caso mediatico che ha scatenato (ci auguriamo che anche le altre pagine che hanno subito lo stesso torto possano tornare online), però è abbastanza emblematico di come sia un metodo fallace quello di far decidere ad un algoritmo – che ha una trasparenza prossima allo zero – in maniera retroattiva di cosa si può discutere in rete.

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Il problema sollevato dalla vicenda però è sempre lo stesso: “Dare il potere di censura ad una corporation semi-monopolistisca senza alcun controllo di un ente terzo solleva potenziali dubbi su come esso possa diventare in futuro (in realtà già nel presente) un problema per il pluralismo online”. E un problema anche per l’intelligenza (o forse, per meglio dire, per la comprensione dell’italiano) da parte di chi oggi gestisce Facebook.

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E infatti anche altre pagine, come Hipster Democratici, stanno per subire la stessa sorte a causa di un’errata comprensione del testo da parte di gente che magari vive dall’altra parte del mondo e a cui Facebook continua ad affidare la moderazione di contenuti per tirare al risparmio mentre guadagna miliardi di dollari.

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