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Siti che hanno fatto la storia dell'Internet: Rotten.com

Se non sapete cos’è Rotten.com probabilmente avete vissuto una vita felice. Se invece lo sapete molto probabilmente è perché un vostro amico o un vostro compagno di scuola ad un certo punto ha avuto la bella idea di dirvi “c’è questo sito che devi assolutamente vedere, è disgustoso”. Per molti, e anche per Audra Schroeder che ha scritto ieri un bell’articolo sull’eredità culturale di Rotten.com per The Daily Dot, Rotten è uno dei primi ricordi legati ad Internet. E così siete finiti su Rotten a guardare disgustati e affascinati le gallerie di immagini di autopsie, suicidi, incidenti stradali, cadaveri in avanzato stato di  decomposizione, decapitazioni e quant’altro.
 

La home page di Rotten.com
La home page di Rotten.com

 
COS’È ROTTEN.COM
Rotten è un sito lanciato nel 1996, è un sito davvero molto vecchio ed è notevole il fatto che sia ancora online dopo tutti questi anni è un vero e proprio fossile della Rete. È stato il primo shock-site, uno di quei siti che propongono materiale shockante, quel genere di immagini troppo violento per finire nelle raccolte di filmati televisivi di inseguimenti stradali e incidenti paurosi che si vedono su DMAX o su altri canali televisivi, troppo reale per non scatenare una curiosità morbosa. Si potrebbe dire che Rotten mostra le vittime protagoniste di quei filmati, oppure che è il lato “reale” di certi film splatter o dell’orrore. Probabilmente ora Rotten non avrebbe nemmeno motivo di esistere, certe immagini si possono vedere dovunque, di decapitazioni ultimamente ne abbiamo avute fin troppe, insomma il genere di contenuti che si possono trovare sul sito sono quasi diventati mainstream e forse in parte “grazie” anche a Rotten. Le foto delle torture di Abu Ghraib, ad esempio, le abbiamo viste tutti sui giornali e non si può certo dire che sia stato Rotten a scoprirle o a pubblicarle per primo, ma quello è un genere di foto che si trova anche lì. Il fatto che molti prima o poi abbiano fatto una capatina su Rotten.com di sicuro ha contribuito a modellare  un certo immaginario collettivo dell’orrore.
Rotten 4
THE REAL FREAK SHOW
Un articolo pubblicato da Salon nel 2001 definiva Rotten come “il lato più oscuro, nascosto e sordido della natura umana”. Ed in effetti l’unico scopo del sito è quello di far si che lo spettatore viva un’esperienza spiacevole (per usare un eufemismo) e orribile. Un’esperienza che non si esaurisce con un’unica fugace visita, l’orrore deve poter continuare ed essere rivissuto, e quindi molti di quelli che hanno visitato Rotten una volta, ci tornano ancora, per un po’, fino a quando viene saziata la loro sete di immagini raccapriccianti. Nel corso della sua storia il sito è finito più volte in prima pagina, un caso famoso è quando, nel 1997, ha pubblicato una foto (inviata da un utente) della Principessa Diana appena dopo l’incidente mortale a Parigi. Ovviamente la foto era finta, e molte foto postate su Rotten sono fake o fotomontaggi ben riusciti. C’è addirittura una rubrica con le lettere ricevute nel corso degli anni dagli studi legali di mezzo mondo. Gli autori del sito sono gli stessi utenti che possono inviare le proprie segnalazioni via mail.
Alcune delle categorie di Rotten
Alcune delle categorie di Rotten

Rotten può essere visto come un rito di passaggio dell’Internet, qualcosa da esperire per cogliere la natura profonda della Rete. Sempre uguale a sé stesso da diciotto anni rappresenta uno di quei momenti dell’eternal september of the Net. Ovvero una di quelle esperienze che ogni settembre le generazioni di matricole universitarie ripetono sempre uguali anno dopo anno.
 
PERCHÉ NESSUNO PENSA AI BAMBINI??
Nel corso degli anni la maggior parte delle critiche e delle lamentele Rotten le ha ricevute dalle associazioni di insegnanti e di genitori. Un sito del genere non dovrebbe essere lì alla portata di tutti, specialmente dei bambini. In effetti è vero, è un sito che nessun minore dovrebbe vedere, e questo lo dicono anche i gestori di Rotten, ma da qui a chiederne la censura il passo è davvero lungo. Il problema però è reale, come risolverlo? Secondo lo staff di Rotten è abbastanza semplice:

La Rete non è una babysitter! I bambini non dovrebbero poter andare in giro per Internet senza la sorveglianza di un adulto, così come non dovrebbero poter girare per New York senza essere accompagnati da un genitore.

Per i creatori del sito censurare Rotten vorrebbe dire dover censurare anche i testi di medicina, libri di storia, aule del tribunale dove vengono discussi i casi di omicidio o di altre violenze. Nessuno pensa di censurarle, perché sono a fondamento di una società civile, ma nessuno pensa nemmeno che un minore può entrare in un obitorio liberamente. Entrare su Rotten è come entrare in obitorio (o peggio), sempre secondo lo staff:

Non è possibile ridurre l’Internet a un parco giochi per bambini. Rotten.com vuole essere un segnale per dimostrare che censurare l’Internet non è semplice. non è etico ed è sbagliato.

Per la serie: quando la difesa della libertà di parola su Internet passa attraverso la possibilità di rimanere sconvolti dalle immagini di un cadavere.
Foto copertina via Rotten.com