Opinioni

Le sirenette sostenibili

Il sindaco di Borgo Pane (KG), Ettore Napster, ha deciso l’altro giorno che, per risvegliare il sonnolento paesone e favorire l’attività turistica estiva, verranno introdotte nel territorio comunale un certo numero di sirene (non è ancora chiaro se del genere metà donna e metà uccello o se dell’altro con coda di pesce): questo perché il loro canto melodioso attiri villeggianti e giovinastri e li convinca a consumare pizze discutibili nei locali cittadini.
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La proposta non ha tuttavia trovato l’adesione immediata del consiglio comunale, che si è spaccato in varie fazioni: la lista civica ispirata alla rete ha infatti dichiarato che le somme destinate allo scopo sarebbero state meglio spese per mosaicare alcune piazze cittadine, come accadeva in Caesar III; mentre la coalizione di governo ha richiesto, prima di autorizzare la variazione al bilancio, di esaminare il materiale ordinato. A questo punto il sindaco ha perciò fatto entrare le sirene – talune aviarie, altre ittiche -, non prima però di essersi fatto legare al pesante gonfalone comunale, a sua volta infisso in un peso da ombrellone; ciò gli ha permesso di ascoltare senza problemi il canto delle semidonne, mentre gli altri consiglieri, sia di maggioranza sia di opposizione, si sono gettati dalla finestra in preda alla follia.
Alla fine dell’esibizione erano rimasti nell’aula solo Napster e Archiloco Libonatti, il vecchio consigliere sordo del Partito Liberale Italiano; questi pur non aveva ben capito la faccenda ma ha comunque votato a favore, credendo che fosse in discussione un ordine del giorno volto a sparare ai comunisti.