La macchina del funky

Sinistra Italiana batte ogni record: scissione prima della nascita

arturo scotto

Sinistra Italiana nasce a metà. Il 17 febbraio ci sarà il congresso fondativo del partito a Rimini, ma domani a Roma il capogruppo di SI alla Camera Arturo Scotto riunisce i suoi all’Ambra Jovinelli per l’iniziativa SiApre. Racconta oggi Annalisa Cuzzocrea su Repubblica:

L’idea di una Sinistra italiana chiusa e non dialogante con il progetto di Pisapia e con un Pd molto in divenire non piace a Scotto e a chi sosteneva la sua mozione. «Eravamo quasi al 50 per cento», assicura chi è con lui. Mentre si parla di 16 parlamentari che molto probabilmente (salvo cambi di rotta improvvisi di Nichi Vendola e Nicola Fratoianni) abbandoneranno la strada segnata dall’ex governatore della Puglia e dagli ex pd Stefano Fassina e Alfredo D’Attorre. Scotto è attento a non rivelare le prossime mosse, ma chiede: «In un momento in cui a sinistra tutto si muove, con D’Alema e Bersani dentro il Partito democratico, con il Campo progressista di Giulian Pisapia appena lanciato e la Cgil a lavoro per il referendum sui voucher, Sinistra italiana che fa? Si blinda? Non si pone il problema di trovare un’alternativa ai 5 Stelle e alla destra archiviando la stagione della terza via di Matteo Renzi?».
Per Scotto, Pd non significa Renzi. È questo che più lo distanzia da Vendola e Fratoianni (il compagno di partito che tra una settimana sarà incoronato segretario di Si). «Il centrosinistra non può essere fatto con il suo killer – spiega – ma Renzi è una pagina archiviata. I suoi sono i colpi di coda di una stagione declinante. Ed è soprattutto a lui che conviene una separazione consensuale a sinistra». Per rompere questo gioco, Scotto e i suoi sono pronti a uscire dal partito.

Scotto quindi guarda all’11 marzo, quando l’ex sindaco arancione ufficializzerà la sua discesa in campo. Il progetto, spiega Pisapia in un’intervista al Corsera, mira all’alleanza di coalizione con il Pd. Con cui, è la convinzione dell’ex sindaco, si può arrivare al 40% creando – proprio grazie al Campo progressista – un argine anche al grillismo. Pisapia nega di voler essere “la stampella” di Renzi e si pone come “ambiziosa prospettiva” quella di “spostare il Pd a sinistra”. Seguendo, di fatto, uno schema molto simile a quello Pd-Sel ai tempi del programma 2013 ‘Italia bene comune’. Solo che allora a capo dei Dem c’era Pier Luigi Bersani, oggi c’è Matteo Renzi. Ed è un mutamento di congiuntura su cui Nichi Vendola non transige. Sinistra Italiana, è suo il ragionamento, non potrà mai allearsi con Renzi e con il renzismo e da Rimini si partirà con un punto di vista autonomo e legato alla realtà. Ma il rischio, per gli ex Sel, è di partire con la zavorra della scissione. Il convegno ‘Si apre, la sinistra ancora da scrivere’ vedrà tra i relatori – oltre ai Dem Cuperlo e Stumpo – anche tutti quegli ex vendoliani contrari a rompere il canale di dialogo con il Pd.

Roma 09-03-2012
Palazzo Chigi – Conferenza stampa al termine dell’incontro del Governo con la Commissione di Coordinamento Expo Milano 2015
Nella foto : Giuliano Pisapia

A partire da Massimiliano Smeriglio che, martedì a Milano, sarà proprio con Pisapia, l’ulivista Franco Monaco e Laura Boldrini. La presidente della Camera parteciperà anche al congresso fondativo di SI ma il suo ruolo, nel panorama della sinistra, non è ancora definito. Mentre nel quartier generale degli ex Sel si tenta di abbassare la temperatura pre-Congresso: bene alla dialettica interna, l’era dei partiti monolitici è finita, è il ragionamento che si fa. Il ‘Campo’ di Pisapia, nel frattempo, incassa il placet dei Verdi e dell’altro sindaco arancione Massimo Zedda nonché quello di Centro Democratico e Democrazia Solidale che, con l’ex sindaco milanese, hanno tra l’altro in comune il ‘niet’ ad Angelino Alfano in un’ipotetica coalizione simil-ulivista. Ben diversa, invece, è la reazione di Michele Emiliano, a capo di quella corrente del Pd che da giorni chiede il Congresso subito e che si riunirà domani a Firenze. “Lui e Renzi al 40%? Ottimisti, i sondaggi mi dicono sarà durissima”, punge il governatore della Puglia da Napoli dove incontra e avvia un dialogo con Luigi De Magistris, interprete di una rete civica a cui Emiliano guarda. Un rete che appare concorrente e alternativa a quella che vuol costruire Pisapia.