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L'insopportabile vittimismo di Pillon mentre accusa l'Anpi e prende in giro gli attivisti Lgbt

neXt quotidiano|

simone pillon spadafora conte bis - 4

Con un colpo solo prende in giro tutti i membri delle minoranze sessuali, attacca l’Anpi e si lancia in un messaggio vittimistico senza precedenti. Il senatore della Lega Simone Pillon riesce a farci stare tutto all’interno di un unico Post Facebook, pubblicato questo pomeriggio, nel quale commenta un video di una manifestazione dell’Anpi.

Accompagnata da un rullo di tamburi, si vede una folla di giovani, tra i quali molte donne, intonare il coro “Pillon, fascista, sei il primo della lista”. “Queste tecnicamente si chiamano diffamazione e minaccia”, dice l’esponente del Carroccio con un velo di ipocrisia visto che fino a pochi giorni fa si diceva onorato di essere accostato – come fatto dal segretario del Pd Enrico Letta – al presidente autoritario e sovranista ungherese Viktor Orban. La “minaccia”, poi, la vede soltanto lui: è chiaro il messaggio della folla progressista di voler combattere politicamente Pillon, e non eliminarlo fisicamente. Quelli erano i metodi dei fascisti, che l’Anpi combatte praticamente da quando esistono.

Quanto agli sfottò nei confronti delle minoranze sessuali, Pillon si è fatto beffe dei manifestanti arcobaleno chiamandoli “LGBTQYZ”, storpiando la sigla inclusiva Lgbtiq+. Una denigrazione non degna di un parlamentare che, come insegna la Costituzione all’articolo 67, rappresenta l’intera Nazione e non soltanto sé stesso all’interno dell’Aula.

Infine l’attacco diretto all’Anpi: “I dirigenti dell’associazione nazionale partigiani d’Italia hanno qualcosa da dire in proposito? Inoltre, qualcuno sa quanti sono i partigiani veri che ancora aderiscono ad ANPI? Mi piacerebbe saperlo. Non vorrei scoprire che l’associazione viene tenuta in vita per giovarsi dei contributi pubblici. Sentiremo il ministero in proposito”. Dopo le minoranze, adesso il nemico di Pillon sono i partigiani, il cui coraggio durante la Seconda guerra mondiale ha permesso l’avvento della democrazia in Italia per come la conosciamo adesso. È grazie ai partigiani se Pillon adesso può sedere in Senato a sparlare di loro e sbeffeggiare gli indifesi, fingendosi vittima ma agendo da aggressore.