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La reazione di Silvana De Mari alla batosta della sospensione | VIDEO

Silvana De Mari rimane lontana nei fatti dalle sanzioni comminate dall’Ordine dei Medici, rilancia la sua posizione dalla serena pensione

Silvana De Mari no vax sospensione

E’ tornata con un video sconvolgente Silvana De Mari, la dottoressa no-vax radiata dall’ordine dei medici di Torino. Il suo è stato uno dei casi, insieme ad altri 95 colleghi, di operatori sanitari sospesi in attesa di sottoporsi ai vaccini.

Fabrizio De Andrè in una delle più celebri opere musicali, Bocca di rosa, cantava che “si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio. Si sa che la gente dà buoni consigli Se non può più dare cattivo esempio”.  E così fa la De Mari, salvo che per il consiglio giusto. Forte della sua pensione solidamente in cassaforte e di un rischio rispetto a quanto deciso dall’Ordine praticamente nullo, insiste nel sostenere che il vaccino sia dannoso.

Silvana De Mari risponde alla sua sospensione con la boria di chi non rischia niente. Il copione

Il copione è uno dei più classici, traducibile nel proverbio “armiamoci e partite”. “Come tutti sanno sono stata sospesa dall’Ordine degli Scacchi – dice la De Mari che spiega di non voler pronunciare il nome dell’Ordine per timore che le chiudano la pagina Facebook -. Sono stata sospesa perché ho rifiutato di far entrare nel mio corpo qualcosa che io non volevo. Volevo segnalare la mia amicizia ed ammirazione per gli altri, a me tanto non mi hanno fatto nessun danno dato che sono in pensione”. In un momento di trincea in cui lo stato legittimamente chiede l’aiuto di tutti, quello che da più fastidio è la boria di chi sapendosi immune da sanzioni guarda con sprezzo gli sforzi altrui.

Intanto le regole sono sempre più stringenti. Saranno assenti ingiustificati i dipendenti che si presenteranno a lavoro sprovvisti di green pass. Se invece verranno beccati sul posto di lavoro senza il passaporto vaccinale -entrati dunque sfuggendo ai controlli- allora per loro scatterà anche la multa. Dovrebbe essere questa una delle misure emerse nel corso della cabina di regia col premier Mario Draghi sull’estensione del passaporto vaccinale sui posti di lavoro, oggi all’ordine del giorno del Cdm.