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Si cerca il complice del pirata della strada che ha ucciso le due turiste belghe alle porte di Roma

neXt quotidiano|

Turiste belghe investite Roma Jessy Dewildeman e Wibe Bijls

Individuato e arrestato, ma ora si cerca un complice che lo avrebbe aiutato nella fuga. Il caso delle due turiste belghe investite e uccise lungo la A24 alle porte di Roma, nei pressi dell’uscita per Tor Cervara, assume dei contorni ancora più gravi. Perché le forze dell’ordine, nel giro di qualche ora, sono riuscite a risalire all’identità dell’uomo che era alla guida di quella Smart che le ha colpite mentre le due giovani – Jessy Dewilderman e Wibe Bijls – si erano fermate per soccorrere altre persone ferite in un incidente avvenuto poco prima su quel tratto di strada. Ma gli inquirenti pensano che il pirata della strada sia stato aiutato da qualcuno nel tentativo di far perdere le proprie tracce.

Turiste belghe uccise da pirata della strada, è caccia a un possibile complice

Perché sono ancora molti i tasselli che mancano attorno a questa vicenda. L’incidente è avvenuto nella notte tra sabato e domenica: le due turiste belghe si trovavano a bordo di un’automobile che avevano noleggiato con la formula del noleggio con conducente (NCC) quando si sono imbattute in quell’incidente stradale che, poco prima, aveva coinvolto altri automobilisti. Il tempo di scendere dalla vettura per sincerarsi delle condizioni dei feriti, poi quella Smart che le ha colpite e si è allontanata senza prestare loro soccorso.

Quella stessa automobile è stata ritrovata poco più avanti, vuota. A bordo strada. L’uomo, che poi è stato individuato, ha detto alle forze dell’ordine di non aver visto le due giovani belghe per via del buio. Ma oltre alle dinamiche dell’impatto e del mancato soccorso, si indaga sulla sua fuga. L’uomo, un 45enne pregiudicato (si attendono gli esiti degli esami tossicologici), ha detto di esseri allontanato a piedi per le campagne della zona Est di Roma. Ed è stato ritrovato (prima del fermo e dell’arresto) nella sua abitazione che dista diversi chilometri dal punto in cui aveva abbandonato l’automobile (che non era intestata a lui). Quindi si pensa a un complice che lo avrebbe aiutato nella fuga dopo aver colpito, ucciso e non soccorso le due giovani.