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Shmuel Peleg: mandato di cattura internazionale per il nonno di Eitan

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C’è un mandato di arresto internazionale nei confronti del nonno materno di Eitan Biran, il bimbo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone. Per Shmuel Peleg, 63 anni, e per Gabriel Abutbul Alon, 50 enne residente a Cipro, l’autista che lo ha aiutato a portare via il piccolo dall’Italia l’11 settembre scorso, la Procura predisposto una ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Pavia Pasquale Villani e trasmessa alla Procura generale di Milano che ora verrà trasmessa a Israele e in tutta l’Unione Europea. Eitan intanto è tornato sotto la custodia della zia paterna Aya Biran, su decisione di un giudice israeliano.

Shmuel Peleg: mandato di cattura internazionale per il nonno di Eitan

Inoltre resta tuttora indagata anche la nonna materna di Eitan, Esther Cohen. La Procura di Pavia quindi ipotizza che il prelevamento di Eitan Biran sia un caso di sequestro di minori.  Prima del rapimento Peleg, come ricostruito dalla squadra mobile di Pavia grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza, riesce a varcare il confine. La Golef blu che è stata utilizzata per portare Eitan a Lugano, dove poi è stato fatto salire su un aereo privato che lo ha portato in Israele, è stata fermata dalla polizia svizzera, che però ha lasciato andare i tre dopo un breve controllo.

Come ha fatto il nonno di Eitan a portarlo via

Nonostante le anomalie nel suo passaporto Eitan si è imbarcato su quell’aereo. Come è stato possibile? All’epoca la zia Aya aveva raccontato che ”In seguito alla tragedia mentre Eitan era ancora in terapia intensiva presso l’ospedale Regina Margherita di Torino, sono stata nominata come tutrice di Eitan, per tutti gli effetti. Tale nomina è stata poi confermata dal Tribunale di Pavia, dopo numerose lunghe udienze con la giudice tutelare e la famiglia Peleg. La giudice, dopo aver visionato e valutato tutto il materiale presentato e dopo aver sentito le parti, ha respinto tutte le istanze della famiglia Peleg, ordinando alla famiglia Peleg di consegnare a me entro il 30 agosto 2021 il suo passaporto israeliano, che era in possesso, per motivi non chiari, del nonno materno, Shmuel Peleg. L’ordine della giudice, le mie richieste e le richieste ai legali della famiglia Peleg sono stati ignorati”, spiega zia Aya. Il nonno aveva dunque il passaporto del bambino. Ma è stato con una promessa che è riuscito a portarlo fuori dalla casa di Pavia dove viveva con gli zii e le cuginette, come raccontava Repubblica:

Sabato mattina: ore 11,30. Come accordato dal giudice tutelare di Pavia — succedeva abitualmente da quando Eitan, il 10 giugno, dimesso dall’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino, era stato affidato alla zia Aya e si era trasferito nella casa di Travacò Siccomario, 4.300 abitanti nel pavese — il nonno, che dopo la strage del Mottarone si era trasferito a Pavia per stare vicino a Eitan, va a prendere il nipotino. «Dovevano andare a comprare dei giocattoli — racconta Aya — Eitan aveva promesso alle mie figlie, le sue cuginette, che ne avrebbe preso qualcuno anche per loro. E invece…»

Nonno Biran e Eitan a casa non tornano. L’uomo si dirige verso Lugano dove li attende un jet privato. E nonostante il giudice avesse disposto il divieto di espatrio il bambino prende letteralmente il volo.  Come è stato possibile? Sembra che er errore non sia stata indicata la questura che avrebbe dovuto far inserire il nome del bambino nel database che ne avrebbe impedito la partenza al primo controllo.  Il divieto di espatrio era stato diramato a livello Shenghen ma agli svizzeri quindi non risultava «visibile» a causa di un problema tecnico. Il rapimento, scrive il Gip, è stato un vero e proprio “piano strategico premeditato”.