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Sgarbi di nuovo nei guai: indagato per “esportazione illecita” di un quadro da 5 milioni

Il critico d’arte, parlamentare della Repubblica, sindaco di Sutri e futuribile Assessore alla Cultura del Comune di Roma è indagato dalla Procura di Siracusa

Sgarbi indagato

Una nuova grana per il critico d’arte, deputato della Repubblica italiana, sindaco di Sutri e possibile futuro Assessore alla Cultura del comune di Roma (in caso di vittoria del Centrodestra alle elezioni capitoline). Vittorio Sgarbi indagato a Siracusa con l’accusa di “esportazione illecita” di un quadro attribuito Valentin de Boulogne, artista di scuola caravaggesca. La tela, intitolata “Concerto con Bevitore” era stata fatta rimpatriare da Montecarlo e sequestrata dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale su ordine della Procura siciliana lo scorso 15 giugno.

Sgarbi indagato per “esportazione illecita” di un quadro da 5 milioni di euro

L’accusa – ancora tutta da confermare e giudicare – mossa dalla Procura di Siracusa riguarda proprio l’esportazione illecita di questa opera d’arte. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica:

Sgarbi e la compagna storica Sabrina Colle (anche lei indagata) sono ritenuti dagli inquirenti i proprietari “o comunque i detentori” del dipinto, che i carabinieri del Comando tutela del patrimonio culturale hanno ritrovato in un appartamento nel Principato di Monaco. Riportato in Italia il 15 giugno scorso, adesso è posto sotto sequestro.

La tela è stata valutata circa 5 milioni di euro e Vittorio Sgarbi, insieme alla sua compagna storica, avrebbe provato a venderla all’estero pur “nella consapevolezza, però, di non avere l’attestato di libera circolazione o licenza di esportazione”. Non a caso, infatti, nelle carte della Procura di Siracusa si parla di assenza di licenza per la vendita di opere d’arte verso altri Paesi.

Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura (che poi ha dato il via libera al rimpatrio e al sequestro della tela), l’opera di Valentin de Boulogne sarebbe stata prelevata dalla casa di Sgarbi (in provincia di Ferrara) nel mese di febbraio e trasferita a Montecarlo nell’abitazione di una donna cagliaritana che avrebbe avuto il compito di impostare e gestire trattative per la vendita del quadro all’estero. Adesso Sgarbi sarà ascoltato in procura nei primi giorni di luglio per chiarire la sua posizione.

La precedente accusa sui “falsi” De Dominicis

Solo qualche settimana fa, Vittorio Sgarbi è stato accusato dai pm della Capitale di aver autenticato ben 32 opere d’arte attribuite a Gino De Dominicis. Secondo il nucleo di Tutela del patrimonio artistico dei Carabinieri, si tratta di opere false e il critico e parlamentare ne sarebbe stato consapevole. Inoltre, secondo quanto riportato da La Repubblica la scorsa settimana, Sgarbi avrebbe anche contattato due ministri e il Comandante dell’Arma per interferire nelle indagine. Contro di lui (e altre venti persone, per un’inchiesta aperta nel 2018) le accuse sono di “autenticazioni false” e “associazione a delinquere”. Ma il possibile futuro assessore alla Cultura del Comune di Roma ritiene illogica e priva di senso la ricostruzione fatta dalla Procura (e la valutazione fatta dal nucleo specifico dei Carabinieri).

(Foto IPP/LM/Lorenzo Di Cola)