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Sergio Puglia: il senatore a 5 Stelle contrario alla Stepchild Adoption

sergio puglia

Sulla sua pagina Facebook non è stato molto loquace, ma Sergio Puglia spiega oggi in un’intervista al Corriere della Sera la sua posizione all’interno del MoVimento 5 Stelle a proposito del DDL Cirinnà e della Stepchild Adoption:

«Sì, sì: è tutto vero. Giovedì all’assemblea dei senatori Cinque Stelle ho fatto presente la mia posizione, il fatto che avrei votato no alla stepchild adoption, anche a costo di venire espulso».
A parlare è Sergio Puglia, il parlamentare che con la sua irremovibilità ha scosso le acque nel Movimento. E che cosa è successo poi?
«Sono ed ero molto sereno, ho detto che avrei capito tutti nel caso eventuale fossi stato cacciato e ho aggiunto che non avrei portato nessun rancore».
Come hanno reagito i suoi colleghi?
«Non hanno detto nulla. Anzi, no. Mi è stato detto che non era certo il caso di arrivare a un provvedimento simile».
Si aspettava il post di Beppe Grillo sulla libertà di coscienza?
«No, assolutamente. Quando l’ho visto mi sono detto: “Sono nel posto giusto”. È la dimostrazione che nel Movimento ci sono diverse anime ed è la nostra forza: ascoltarle per poi agire».
Ma molti parlamentari sono stati critici verso il post…
«Guardi, non ho avuto modo di seguire la vicenda: in queste ore sto facendo attivismo sul territorio. Comunque dal post si evinceva chiaramente che la scelta nasceva dalla necessità di ascoltare la nostra base».

Puglia, sia chiaro, non è contrario all’intero DDL sulle Unioni Civili ma soltanto alla parte che riguarda la SA:

Cosa pensa del ddl Cirinnà?
«Si tratta per alcuni versi di un provvedimento importante, giusto, doveroso. Però…».
Dica.
«Una cosa è regolare il rapporto tra due persone dello stesso sesso: bisogna assicurare a tutti un modo normale di vivere, ci siamo resi conto della loro sofferenza. Il problema è la stepchild adoption: presenta punti positivi, ma apre allo stesso tempo anche un mare. Mettendo sul piatto della bilancia pro e contro, le criticità a mio avviso prevalgono».
Che soluzioni intravede?
«Io proposi un periodo di riflessione sulle adozioni: si rischia di aprire una finestra sull’ignoto». E in questo momento cosa farebbe? «Si potrebbe lanciare un referendum popolare (consultivo, ndr): potrebbe essere la decisione più giusta. Permetterebbe anche di creare un dibattito di respiro nazionale sul singolo tema, di approfondire l’argomento come merita».
Secondo le indiscrezioni che circolano in queste ore molti suoi colleghi, la stragrande maggioranza, voterà sì all’articolo 5: è così? Siete solo una manciata voi contrari?
«Sì, in assemblea un’ampia maggioranza ha detto che sosterrà quel passaggio. Le assicuro anche che non ci sono stati litigi, come si vocifera: l’atmosfera tra noi era tranquilla».

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