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“Diritti siano garantiti al Nord come al Sud”: la scudisciata di Mattarella al Governo sull’Autonomia | VIDEO

Asia Buconi|

sergio mattarella

Nei giorni scorsi è finita al centro del dibattito politico una delle questioni più care alla Lega, quella dell’autonomia differenziata, rilanciata con vigore dal ministro degli Affari Regionali del Carroccio Roberto Calderoli attraverso una bozza di riforma presentata durante la Conferenza Stato Regioni. Ma tale volontà di decentramento era stata subito criticata dall’opposizione, col governatore dem della Campania Vincenzo De Luca che lo ha definito “un provvedimento che genera il caos e spacca in due al Paese”, punto di vista confermato dal presidente della Puglia Michele Emiliano che ha parlato del rischio “di una Babele”.

Oggi ad esprimersi sulla questione autonomia differenziata è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ne ha parlato ospite all’assemblea nazionale dell’Anci (l’associazione che unisce circa 9mila Comuni italiani) in corso a Bergamo.

Sergio Mattarella sull’autonomia differenziata: “I diritti costituzionalmente garantiti devono essere validi tanto al Nord quanto al Sud”

Il Capo di Stato Mattarella, pur non facendo riferimento diretto all’autonomia differenziata, ha speso chiare parole sull’importanza di un eguale trattamento tra Nord e Sud, contro ogni tipo di asimmetria. Il titolare del Quirinale ha detto:

Il mio augurio è che la “voce del Paese” possa sempre esprimersi in modo compiuto e trovare ascolto. A conferire autorevolezza sarà la capacità di tenere fede ai decisivi impegni assunti in questi tempi difficili. Punti fermi sono la garanzia dei diritti dei cittadini, che al Nord come nel Mezzogiorno, nelle città come nei paesi, nelle metropoli come nelle aree interne, devono poter vivere la piena validità dei principi costituzionali.

Mattarella: “Tutti i Comuni devono essere in condizione di adempiere ai compiti loro affidati”

D’altronde, le espressioni utilizzate da Mattarella durante il suo discorso sono state piuttosto eloquenti: il richiamo è stato alla “coesione nazionale” e al “principio di uguaglianza” sancito dalla Costituzione che vale “sia per i cittadini sia per i Comuni”. Un lessico, questo, che è un chiaro appello all’unità nazionale e che è sembrato piuttosto indicativo, specie perché utilizzato proprio di fronte a Calderoli (pure lui presente all’Anci). Il Presidente della Repubblica ha messo l’accento sulla pari dignità tra Nord e Sud e sul pari trattamento per tutti i Comuni d’Italia. Ha detto:

Riannodo volentieri i fili di un dialogo che, in realtà, immaginavo fosse concluso l’anno passato a Parma. Volentieri riprendo questo dialogo perché i Comuni – e lo attesta la nostra storia millenaria – sono l’Italia. Sono la Repubblica, come recita l’art.114 della Costituzione. I quasi 9000 Comuni adempiono, con identica dignità e impegno, alla responsabilità di sostenere le nostre comunità, offrendo servizi di carattere universale. La Costituzione sancisce il principio di uguaglianza per i cittadini e, naturalmente, vale per i Comuni, che devono essere messi tutti in condizione di adempiere ai compiti loro affidati, per poter concorrere a realizzare il principio costituzionale della pari dignità dei cittadini.

Mattarella ha poi concluso: “Bisogna quindi riflettere sui modi in cui, nel contesto dei mutamenti indotti dall’evolvere dei processi produttivi e dall’evoluzione della struttura demografica del Paese, gli obiettivi di coesione possano essere resi sempre più raggiungibili, è opera preziosa”. E, sebbene l’aria tra i partecipanti all’assemblea Anci sembrasse serena, è chiaro che la questione autonomia (con i governatori del Sud in trincea) continuerà a infiammare il dibattito politco ancora per molto.