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Sergio Brugiatelli: chi è l’uomo del borsello che ha messo in giro la voce dei maghrebini

«Gli avevo tirato il “pacco” con la cocaina e quelli per reazione m’avevano portato via di forza lo zaino, perciò avevo paura di loro, così quando ho chiamato il 112 per dare l’allarme l’ho detto io che erano stati due maghrebini e non due americani a derubarmi. Volevo un po’ depistare…»

carabiniere ucciso uomo con lo zaino

Sergio Brugiatelli, 47 anni, abita al Portuense e ha piccoli precedenti per reati contro il patrimonio oltre a essere ben noto alle forze dell’ordine: è lui l’uomo con la bici e con il borsello che ha indicato gli spacciatori ai due americani Christian Gabriel Natale Hjorth ed Elder Finnegan Lee, “fregandoli” perché gli spacciatori hanno venduto loro aspirina tritata invece che cocaina.

Sergio Brugiatelli: chi è l’uomo del borsello

I carabinieri gli hanno estorto la verità chiamandolo più volte in causa, nel tentativo di smuovere in lui i sensi di colpa, fin quando non ha ammesso di aver dichiarato fossero maghrebini, i due americani, perché lui già li conosceva. E soprattutto li temeva. La storia dei maghrebini viene poi confermata a caldo da Andrea Varriale, l’altro carabiniere in missione con Mario Cerciello Rega, ma i due avevano cappucci in testa ed era notte durante l’aggressione. «Gli avevo tirato il “pacco” con la cocaina e quelli per reazione m’avevano portato via di forza lo zaino, perciò avevo paura di loro, così quando ho chiamato il 112 per dare l’allarme l’ho detto io che erano stati due maghrebini e non due americani a derubarmi. Volevo un po’ depistare…», ha detto lui ai carabinieri successivamente, come riporta oggi il Corriere della Sera.

carabiniere ucciso uomo con lo zaino
L’uomo con la bici è Sergio Brugiatelli

Racconta Fabrizio Caccia sul Corriere:

L’uomo al momento non è indagato e neppure agli arresti domiciliari, malgrado ieri si fosse diffusa questa voce. Ma dal rione Prati, il luogo del delitto, bisogna spostarsi di quasi 3 chilometri (più di mezz’ora a piedi) e arrivare in piazza Mastai, aTrastevere. É qui che una telecamera di sorveglianza inquadra Brugiatelli, la sera del 25, con la sua bicicletta e lo zainetto nero sulle spalle, che entra in scena precedendo di qualche passo i due americani.

L’uomo bazzica con la sua bici le piazze della movida romana e conosce bene gli spacciatori locali. Nelle immagini del video chiede qualcosa a un homeless che riposa su di una panchina, quello gli indica un punto. Dev’essere lì che si trova il pusher da cui i due statunitensi vorrebbero acquistare il grammo di cocaina. È proprio il «pacco» di cui parla Brugiatelli: al posto della cocaina, il pusher cede loro delle aspirine tritate. Quando Hjorth eLee se ne rendono conto, il pusher è già sparito e loro decidono di punire Brugiatelli.

Daniele Autieri su Repubblica scrive invece che a Trastevere in molti confermano che Sergio Brugiatelli ha una doppia faccia: procacciatore di affari sporchi, da un lato, e informatore delle forze dell’ordine dall’altro, in particolare di alcuni carabinieri della compagnia Trastevere. Ancora testimoni di strada confermano che Brugiatelli ha il vizietto del “sola”, o meglio che la mandrakata mal riuscita della vendita fasulla ai due americani è la prassi con quelli che a piazza Mastai chiamano “fagiani”, ossia i ragazzini stranieri in cerca di uno sballo mordi e fuggi da vivere a Roma. «Hashish, coke, coke, vuoi provare?». Le serate iniziavano sempre così. Ma l’epilogo, stavolta, è stato diverso da tutti gli altri.

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