La macchina del funky

Serenella Fucksia e il "fanatismo" del M5S

Il giorno dopo il simpatico scontro avuto con i militanti per un elogio di Giachetti, Serenella Fucksia passa al contrattacco e in un’intervista a Emanuele Buzzi del Corriere della Sera se la prende con il fanatismo del M5S.

«Credo occorra alzare il tiro. Siamo partiti per essere oltre, per premiare la meritocrazia e metodo. Purtroppo non emerge una selezione al rialzo, vedo più fanatismo, più divisioni, che collaborazione costruttiva. I meet-up non crescono, si dividono. Anche a Roma abbiamo perso colleghi che erano risorse preziose. E questo è un problema».
E quale soluzione propone?
«Trasparenza nelle decisioni, chiarezza negli obiettivi e sana critica costruttiva. Non mi sembra di chiedere la luna. Anche nei rapporti con il blog. Magari su alcune questioni ci sono stati ritardi tecnici, ma non si può perdere ad esempio lo streaming delle assemblee. Deve essere più chiaro anche il collegamento con Milano. Alcune questioni non si possono liquidare in dieci minuti. Vorrei più tempo di analisi e studio nel merito e meno slogan, vorrei fosse chiaro a tutti come vengono prese certe decisioni, perché il ruolo di schiaccia-bottoni non piace a nessuno».

serenella fucksia rocco casalino
Serenella Fucksia, senatrice del MoVimento 5 Stelle

Come mai questo sfogo?
«Dovevamo fare una rivoluzione culturale e di metodo. Dovevamo semplificare i processi, essere esempio di metodo e trasparenza, stiamo diventando l’ufficio complicazioni affari semplici».
C’è mancanza di democrazia?
«Io le mie critiche le ho sempre fatte liberamente. Nessuna espulsione. Certo, alcune volte mi sarebbe piaciuto essere stata ascoltata di più…la svolta ora deve essere più nel metodo che nei contenuti. Andare avanti a slogan alla fine pesa, ma sono fiduciosa».

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