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Semi-lockdown: vietati gli spostamenti non essenziali tra dieci giorni?

Mancano pochi giorni, quelli necessari per constatare se le prime misure messe in atto, quelle che hanno portato all’obbligo dell’uso della mascherina ovunque, saranno sufficienti se non ad invertire la curva almeno a stabilizzarla. Dieci giorni prima di decidere se vietare gli spostamenti non necessari

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Cosa fare per evitare un nuovo lockdown? Con i contagi che aumentano, ieri erano 16.079, ma soprattutto con le terapie intensive che si riempiono, i pazienti ricoverati ieri sono arrivati a sfiorare quota mille, 66 in più in un solo giorno, gli scienziati e gli esperti lanciano l’allarme con le Regioni che continuano a muoversi in ordine sparso su chiusure e coprifuoco. Una situazione che, ammette il premier Giuseppe Conte alla Camera, “si sta rivelando molto critica” e che potrebbe portare ad una nuova stretta da parte dell’esecutivo, non nel weekend ma probabilmente già nei primi giorni della prossima settimana: “siamo pronti a intervenire se sarà necessario” conferma il presidente del Consiglio. Verranno a breve vietati gli spostamenti non essenziali in una sorta di semi-lockdown?

Semi-lockdown: vietati gli spostamenti non essenziali tra dieci giorni?

Mancano pochi giorni, quelli necessari per constatare se le prime misure messe in atto, quelle che hanno portato all’obbligo dell’uso della mascherina ovunque, saranno sufficienti se non ad invertire la curva almeno a stabilizzarla. Dieci giorni prima di decidere se vietare gli spostamenti non necessari, spiega Repubblica:

Entro la prima settimana di novembre, però, il premier ha promesso ai suoi ministri di fare un bilancio. Sulla curva e sulla tenuta del sistema sanitario. E non c’entrano le palestre e le piscine, che saranno vietate già entro pochi giorni con un dpcm. No, sul tavolo c’è l’unico strumento in grado di aiutare a ridimensionare quella maledetta curva: il limite agli spostamenti non essenziali. Significa tradurre in legge l’invito che già arriva dall’esecutivo: restate a casa, uscite solo per andare a lavorare, a scuola, per acquistare in un negozio. Un semi-lockdown, un blocco soft, comunque meno rigido di quello del marzo scorso: non conta il nome, ma la necessità di rallentare il virus. E di farlo almeno per una porzione di novembre. Sia chiaro: l’avvocato farà di tutto per evitare questo scenario. Spera, fortissimamente spera che basti l’effetto delle mascherine universali, che gli italiani indossano con un rigore encomiabile. Che paghino i coprifuoco regionali e la didattica a distanza. Ma sa bene che difficilmente basterà.

La previsione di nuove misure restrittive entro dieci giorni secondo il Corriere si accorcia. Il coprifuoco alle 21 potrebbe arrivare in una settimana:

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Se tra sette giorni non si sarà invertito l’andamento della curva, scatterà il coprifuoco in tutta Italia alle 21. Misura estrema, che il premier Conte aveva respinto anche perché comporterebbe la serrata di bar e ristoranti. Limitando gli spostamenti si spera di frenare la corsa del virus, così da non arrivareaquella soglia massima di terapie intensive — 2.300, il 30 per cento del totale di posti — che rischia di far scattare il lockdown.

Potrebbe arrivare anche il divieto di spostamenti tra regioni, come spiega il Messaggero:

bollettino protezione civile coronavirus italia oggi 22 ottobre 1

Si va quindi avanti assecondando i presidenti di regione che continuano ad alzare l’asticella e ieri sono arrivati a chiedere di impedire i trasferimenti non solo tra regioni, ma anche tra comuni. La Sicilia (Musumeci) si è già fatta avanti. La Sardegna (Solinas) ha chiuso porti e aeroporti mentre tra i provvedimenti presi dalla Campania c’è anche il divieto di circolazione tra province. Ma per un blocco totale occorrerebbe un provvedimento nazionale che per ora l’esecutivo non intende adottare anche se la babele di ordinanze di presidenti di regione e sindaci sta generando un caos al quale cerca di provvedere il ministro Francesco Boccia. Malgrado il pressing del Pd, Palazzo Chigi – irritato con il consulente di Speranza Walter Ricciardi accusato di «allarmismo» -continua a muoversi con prudenza nella convinzione, e nella speranza, che nei prossimi sette giorni i numeri possano regredire o almeno stabilizzarsi. Altrimenti, prima di arrivare ad un lockdownper qualche settimana, si interverrà chiudendo ciò che è ancora rimasto aperto, palestre, sale gioco, ristoranti, bar e palestre. Con l’indice di trasmissione dell’Italia ormai ben al di sopra di 1,25 e vicino a 1,5 (il dato sarà ufficializzato oggi dal monitoraggio settimanale della cabina di regia del Ministero della salute) si dovrebbe alzare l’asticella delle misure di prevenzione, come indicato dal piano che prevede, appunto, quattro scenari. Il terzo scatta quando l’Rt, che misura la velocità di propagazione del virus, supera il valore di 1,25. La settimana scorsa era a 1,17.

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