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«Se mi vaccino e muoio lascio sola la mia mamma»

se mi vaccino e muoio

Ieri a Torino 1500 persone arrivate da tutta Italia hanno manifestato per la cosiddetta libertà vaccinale. Il corteo è partito alle 15 dai giardini Lamarmora, lungo via Cernaia, e si è concluso quattro ore dopo in piazza Castello. Molti sono arrivati con palloncini colorati e striscioni da Sicilia, Puglia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia e da molte province del Piemonte. Tra questi, c’era il cartello che un minorenne portava in giro ieri per Torino: recava la scritta «Se mi vaccino e muoio lascio sola la mia mamma». Gianluca Nicoletti sulla Stampa oggi commenta il cartello:

Bisogna riconoscere che la narrazione No Vax ha sicuramente una presa emotiva potentissima sui più giovani. Ci troviamo di fronte a una religione vera e propria, che si contamina con la fantasy. Ecco che la ministra della Salute Grillo diventa Elle Driver, la «vipera assassina» con la benda all’occhio accecato, che tiene la siringa letale in mano per fare secca «la sposta imbrattata di sangue», come nel secondo capitolo del volume 1 di Kill Bill.

Sempre immagini con sangue a catinelle per spaventare i No Vax formato small, una tetra favolistica che attinge dai più remoti filoni fanta splatter, quelli che già hanno alimentato le paure collettive del passato. Più di cinquecento anni fa in Europa si cominciò a mormorare che spietati giudei rapissero i bambini cristiani per sforacchiarli con aghi e spiedini, al fine di prendere il loro sangue e impastarne ostie blasfeme. Ci credettero talmente tanto che solo nel 1965 fu tolto dagli altari quel S. Simonino, che si voleva martire della «Pasqua di Sangue» del 1475.

se mi vaccino e muoio

Ancora nelle prime campagne elettorali della Democrazia Cristiana era usata a profusione l’iconografia horror dei comunisti che mangiavano i bambini, o a scelta li infilzavano con la falce. Ecco perché il No Vax in erba nel suo cartello chiede alla strega Bigpharma di risparmiarlo; per non far piangere la sua mamma liberosceltista, come gli insegna la bella favola con cui l’hanno cresciuto.

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