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Scuole chiuse: niente bocciati e Maturità 2020 con il solo colloquio

L’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 potrebbe portare una significativa differenza nell’anno scolastico in corso. Il piano previsto per l’anno d’emergenza 2019-2020 prevede che nessuno studente sarà bocciato, senza che questo possa significare un “6 politico” per decreto ministeriale.

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Tana libera tutti a scuola e all’esame di maturità. L’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 potrebbe portare una significativa differenza nell’anno scolastico in corso: Repubblica ha parlato con dirigenti e funzionari dell’Istruzione della delicata messa a punto di questa fine stagione, «una situazione senza precedenti», e ha ricostruito il piano previsto per l’anno d’emergenza 2019-2020. Prevede che nessuno studente sarà bocciato, senza che questo possa significare un “6 politico” per decreto ministeriale.

La Maturità 2020 e l’anno scolastico senza bocciati

Secondo il quotidiano si sta trovando il passaggio formale per affidare ai docenti, «tenendo conto dell’eccezionalità della stagione», il compito di promuovere nonostante i debiti in una o più materie. Che il voto ottenuto nel primo quadrimestre sia stato “5”, sia stato “4”.

La Maturità, attesa da 460 mila studenti, sarà semplificata, con buona probabilità semplificata in maniera radicale. Il livello dell’intervento si conoscerà il 15 aprile, il mercoledì del rientro post-Pasqua. Come sarà l’intervento? Due, e soltanto due, sono le ipotesi rimaste in piedi nel decreto in via di formazione nel “bunker esami” allocato al meno uno del ministero. Di fronte a un rientro a scuola intorno al 6-8 maggio — ipotesi oggi ritenuta “remota” —, il diploma superiore prevederà l’ammissione per tutti all’esame finale. Come non ci saranno bocciati dalla prima elementare alla quarta liceo, non si leggeranno “non ammessi” ai quadri della Maturità.

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Ecco, con il rientro in sicurezza a maggio si creerebbe lo spazio per quattro settimane di lezione in classe e mercoledì 17 giugno, data da sempre prevista, si potrebbe dare il via alla prova di Italiano. Il primo scritto dell’Esame di Stato resterebbe unico e nazionale: i creatori delle tracce dovrebbero, tuttavia, tener conto che il programma del secondo quadrimestre è stato svolto parzialmente, con videolezioni. Non sarebbero affacciati, quindi, spunti contemporanei nelle tracce storiche, letterarie, riflessive.

Per questo al ministero della Pubblica Istruzione attendono una data-limite: il 17 maggio. Se entro quel giorno non ci sarà il rientro a scuola, l’anno scolastico terminerà così e le ammissioni all’esame di maturità resteranno. Salteranno però i due scritti del 17 e 18 giugno per ragioni sanitarie, come accaduto a L’Aquila nel 2009 e nella provincia di Modena nel 2012 dopo i terremoti. Ci sarà solo un colloquio orale lungo, di almeno un’ora, con esercizi di matematica e traduzioni. I tecnici, conclude il quotidiano, ipotizzano la possi bilità, di fronte ai venti punti più venti non assegnabili con gli scritti, che il colloquio da solo possa valere sessanta punti su cento (altri quaranta derivano dai trascorsi dello studente in terza e quarta superiore). Sono due le date possibili per l’avvio dell’orale extralarge: il 17 giugno, al posto della prova di Italiano soppressa, o il primo luglio. Entro metà luglio tutto dovrà essere concluso.

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