Opinioni

Scuole chiuse: così Roma si arrende al diluvio

Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, con l’accordo del sindaco Ignazio Marino ha deciso di chiudere domani le scuole a Roma perché è previsto maltempo: un codice rosso, soprattutto sulle zone sud, sud-ovest e nord di Roma per «probabili intensi rovesci temporaleschi e allagamenti». È bene segnalare che la decisione renderà probabilmente molto più facile la vita ai romani costretti a spostarsi in automobile domani (si sa, a Roma quando piove le auto spuntano come i funghi) e rende sicuramente felici agli studenti, che giustamente troveranno molto di meglio da fare una mattina di novembre rispetto che rimanere infilati in istituti fatiscenti come quelli di oggi. Però, però. In primo luogo, Curzio Maltese sfotteva in un editoriale di qualche secolo fa commentando la chiusura di Malpensa causa neve dicendo: «Ma tu pensa, la neve a Milano a Natale. E chi l’avrebbe mai pensato, eh?». La stessa cosa si potrebbe dire oggi: piove a novembre, dov’è la notizia? E possibile non ci sia altro modo per organizzarsi? In realtà il problema è proprio questo.
roma scuole chiuse
 
Perché c’è da scommetterci che domani a Roma ci saranno situazioni di piena emergenza, strade allagate, alberi che cadono, cantine che traboccano e così via. Ma la responsabilità di tutto ciò non è di Giove Pluvio e nemmeno delle scie chimiche. La responsabilità è di chi non fa per tutto l’anno manutenzione delle strade e delle fognature e poi quando piove se la risolve urlando all’emergenza. Tanto, le precauzioni non sono mai troppe e in ogni caso la città accetterebbe di più la sospensione di un servizio essenziale per un giorno piuttosto che doversi sorbire la città, oltre che allagata, anche completamente bloccata. Questo però succede perché le amministrazioni non fanno il loro lavoro durante il resto dell’anno. Emergenza un par de palle, si dice da queste parti.

Scuole chiuse a Roma: le foto da Twitter



Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano