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Scissione PD, Michele Emiliano restAHAHAHHAAHAHAHAHAH

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Michele Emiliano ha deciso: resta nel PD. Secondo quanto scrive l’agenzia di stampa l’ANSA, il governatore pugliese parteciperà oggi alla direzione sulle regole al Nazareno. E sfiderà Matteo Renzi al congresso. Va in frantumi così il fronte dei tre tenori (Emiliano, Rossi, Speranza) che aveva presenziato al Teatro della Vittoria annunciando poi domenica una specie di addio al Partito Democratico. Enrico Rossi invece sembra deciso a restituire la tessera del PD, e la scure dei renziani si fa già sentire in Toscana. “Se Emiliano sarà presente alla direzione Pd? Mi pare che ci sarà, a naso direi di sì. Se rimane? Mi sembra incerto”, dice Cesare Damiano.

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“Vediamo quali saranno le sue decisioni successivamente, Emiliano mi pareva particolarmente convinto. Emiliano è più esuberante, io più mite, ma mi auguro che anche lui trarrà le conseguenze”, aveva detto stamattina proprio Rossi ad Omnibus. Al congresso del PD Emiliano era stato protagonista di unsurreale intervento, negando prima di aver detto quello che aveva detto il giorno prima – ovvero che voleva che Renzi non si ricandidasse alla segreteria – e addossando alle agenzie di stampa la responsabilità di aver riportato le sue parole. E poi offrfendouna mediazione sulla conferenza programmatica prima del congresso che secondo lui avrebbe dovuto chiarificare (?) a tutti i motivi che avrebbero portato all’eventuale rientro della scissione. Quindi, un’ora e mezza dopo la conclusione dell’assemblea e lamentandosi per il mancato intervento finale dell’ex segretario – non poteva farlo, era dimissionario – i tre hanno addossato la responsabilità a Renzi di una scissione che non hanno avuto nemmeno ieri il coraggio di annunciare.

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Le correnti nel PD (Corriere della Sera, 13 febbraio 2017)

E che ci fosse una grande unità nel fronte degli scissionisti era comprensibile dal retroscena firmato da Tommaso Ciriaco su Repubblica, proprio a proposito di Emiliano: “Quando fa buio il telefonino del governatore diventa incandescente. «La partita non è chiusa – ripete a tutti, dopo un incontro con gli altri “scissionisti” – e io voglio restare. Resto autonomo, non inseguo Bersani o D’Alema, ma voglio tenere dentro tutti». La linea non cambia, l’offerta alla segreteria è sempre valida: «Guerini – detta la linea ai suoi, per mettere ordine – non ha capito il senso di quanto abbiamo proposto: se ci concedono le primarie a luglio, noi ci siamo. Franceschini e Orlando hanno anche fatto delle aperture importanti, ma poi non sono stati conseguenti. Possibile che non capiscono che è interesse di tutti restare uniti? E che altrimenti rischiano anche loro di finire in minoranza molto presto?»”. Un retroscena che è persino divertente mettere a confronto con quello di Amedeo La Mattina pubblicato sempre lunedì sulla Stampa: “Eppure il suo intervento Emiliano aveva deciso di farlo in accordo con gli altri della minoranza dem, anche se magari i suoi compagni di strada non si aspettavano toni così soft e apparentemente remissivi. Rimaneva tuttavia l’idea che il segretario del Pd fosse riuscito nell’intento di dividere il fronte degli oppositori. «E questo non potevo permetterlo, perché quando io do la mia parola la mantengo. Si stava creando un equivoco che ho voluto subito fugare in maniera netta»”.