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La protesta dei lavoratori di Roma TPL

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I lavoratori di Roma TPL entrano in agitazione dopo due mesi di stipendi non pagati. E oggi molti di loro si sono riuniti a Battistini mentre sono stati soppressi 58 collegamenti. Molte le linee bloccate con i mezzi che non escono dai depositi, come nel caso della Maglianella, zona nord ovest, e via Raffaele Costi, Tor Cervara.

La protesta dei lavoratori di Roma TPL

I lavoratori di Roma TPL scioperano perché il secondo gestore di Trasporto Pubblico Locale (TPL) di Roma, che opera principalmente per l’esercizio delle “Linee Periferiche”, secondo un contratto di servizio aggiudicato nel 2010 da Roma Capitale, non riesce a garantire il pagamento  stipendi, degli aumenti del rinnovo contrattuale di categoria, dei contributi, dei fondi pensionistici e dei buoni pasto. Prima l’amministrazione di Roma non poteva pagare l’azienda perché quest’ultima era in attesa del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) che deve attestare tutti i pagamenti dei contributi dei lavoratori agli enti da parte dell’azienda. Il Campidoglio inoltre non può effettuare il pagamento dal 2016 ad oggi perché sulle spettanze grava un pignoramento di Breda Menarinibus e perché dai pagamenti il comune vuole defalcare la quota di multe applicate dal comune al Consorzio per le inadempienze contrattuali lamentate.

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La foto del raduno dei lavoratori di Roma TPL (da Facebook)

In più c’è un contenzioso tra Roma TPL e ATAC che ammonta intorno ai 120 milioni di euro e che SCARL ha vinto in tribunale ma che la municipalizzata romana non ha ancora pagato. Secondo il resoconto fornito dall’azienda, attualmente sono soppressi integralmente 58 collegamenti mentre 17 risultano parzialmente in servizio. Regolarmente in strada, invece, 21 linee. ATAC ha aggiornato in mattinata l’elenco delle linee ferme, soppresse o in servizio ridotto:
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I collegamenti di Roma TPL soppressi o in servizio ridotto oggi

La politica e Roma TPL

L’assessore alla mobilità di Roma Linda Meleo oggi ha incontrato i lavoratori di Roma TPL mentre erano in protesta in piazza Santi Apostoli e ha ricevuto una delegazione in assessorato: «Voglio che sia chiara una cosa: noi non li lasceremo soli. Stiamo esaminando tutte le carte per vedere anche se ci sono le condizioni per ritirare l’appalto ed abbiamo avviato le procedure per il pagamento diretto degli stipendi ma stiamo riscontrando resistenze da parte dell’azienda a fornirci i dati».

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La comunicazione ai lavoratori di Roma TPL SCARL del 5 maggio

Anche il sindacato USB chiede la revoca dell’appalto: “Ci preme ribadire che tutte queste inadempienze, reiterate nel tempo, costituiscono gravi inadempienze contrattuali tali da contemplarne il recesso immediato- denuncia Fabiola Bravi dell’Unione Sindacale di Base– Il Consorzio ancora una volta sta tenendo in ostaggio un’intera città e ciò non e’ ammissibile. Il Comune deve intervenire una volta per tutte, provvedendo al pagamento diretto degli stipendi arretrati e reinternalizzando il servizio e i lavoratori a tutela del diritto inalienabile dei cittadini a fruire di un servizio pubblico essenziale come quello del trasporto”. Insomma, l’obiettivo dei sindacata è la revoca dell’appalto per internalizzare il servizio in ATAC. Una soluzione che però il Comune non può improvvisare. Dovrà prima verificare se è possibile