Economia

Lo sciopero dei benzinai che potrebbe bloccare la circolazione delle merci in Italia

Gli impianti di rifornimento carburanti “cominceranno a chiudere: da mercoledì notte quelli della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali, e, via via, tutti gli altri anche lungo la viabilità ordinaria”. Lo segnalano i gestori delle stazioni di servizio rappresentati dai sindacati Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl, Figisc/Anisa-Confcommercio, evidenziando che, nell’ambito della lotta al Coronavirus SARS-COV-2 e a COVID-19, “da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria né la sostenibilità economica del servizio”. In particolare, le sigle dicono di voler tutelare “100.000 persone che hanno continuato a fare il loro lavoro, ridotto mediamente dell’85%, a rischio della propria incolumità e mettendo in pericolo la propria salute, presidiando fisicamente il territorio, rimanendo dove sono sempre state e dove ogni cittadino di questo Paese è abituato a trovarle ogni giorno, vale a dire in mezzo alla strada”.

Il vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporto Paolo Uggè però avverte che lo sciopero dei benzinai potrebbe mettere a rischio il trasporto delle merci, compresi i beni essenziali e invita il Governo a fornire risposte alle richieste dei gestori degli impianti autostradali e stradali di carburante per evitare che l’autotrasporto sia costretto, suo malgrado, a fermarsi per l’impossibilità di far rifornimento interrompendo l’approvvigionamento delle merci. “Auspichiamo un immediato intervento del Governo perché, se le sigle dei gestori di carburante dovessero confermare il fermo, annunciato a partire da domani, si avrebbe come effetto il rischio della conseguente sospensione dei servizi essenziali già precari che oggi le imprese dell’autotrasporto stanno garantendo agli ospedali, alle farmacie, alle attività produttive e ai negozi di generi di prima necessità”, conclude il vicepresidente di Conftrasporto-Confcommercio.

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