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Nunzia Schilirò sta con i portuali di Trieste e non si aspettava il dietrofront sullo sciopero

La vice questore di Roma, ormai divenuta idolo delle folle “No Green Pass”, in un audio sul suo canale Telegram dice di supportare la protesta degli operatori portuali di Trieste e critica i modi in cui sono stati gestiti gli scioperi nelle ultime 24 ore

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I comunicati contraddittori dei portuali di Trieste e le successive dimissioni del leader dello sciopero, Stefano Puzzer, fanno storcere il naso a Nunzia Schilirò, vice questore di Roma diventata guru dei “No Green Pass” dal suo discorso pubblico del 25 settembre in piazza a Roma. Parole contro lo Stato “dispotico”, pronunciate per aizzare la folla, che le sono costate un provvedimento disciplinare. Sul suo canale Telegram, dove comunica direttamente con le persone che la sostengono, Schilirò ha diffuso un audio, di cui dà notizia Open, in cui appoggia – ovviamente – gli scioperi, ma mostra scetticismo verso i modi in cui sono stati gestiti. “Non possiamo criminalizzare i poveri portuali – si sente – perché hanno fatto un gesto meraviglioso, poi hanno raddrizzato il tiro. Io, però, al loro posto avrei fatto un comunicato in cui avrei detto ‘pensavamo di andare a oltranza ma abbiamo una famiglia da mantenere e non possiamo stare stipendio’. Insomma, avrei spiegato ma ognuno, poi, fa come vuole. Semplicemente vorrei conoscere le motivazioni che li hanno spinti a cambiare idea, a fare comunicati contraddittori”.

La vice questore è poi tornata sull’episodio che, al momento, l’ha trasformata in leader de facto dei manifestanti. “Io sono salita su quel palco – dice – con la consapevolezza che fossi sola, sapevo che avrei pagato, che sarei andata incontro a quelle conseguenze. Non ne potevo più di tacere, mi sarei ammalata, sono salita su quel palco per me stessa”. Una tesi, quella della “libera cittadina” che esprime dissenso, che Schilirò ha cercato di portare avanti fin dal primo momento, pur nell’assurdità di una situazione in cui una figura istituzionale si pronunci in quel modo contro altri pezzi dello Stato.

Ha poi infatti rincarato la dose con ricostruzioni da Big Brother di Geroge Orwell: “Questo è uno dei momenti storici più gravi e preoccupanti di tutta la storia dell’umanità. Viviamo in un’epoca di censura. Viene censurato chiunque dica qualcosa che contrasta con la narrazione ufficiale. Ci sono studi che scompaiono, cose che non vengono dette. Per questo chiedo un’informazione in cui ci sia il contraddittorio, più libera e giusta”.