Opinioni

Chi ha scelto Paola Muraro come assessora?

Jacopo Iacoboni sulla Stampa di oggi ci racconta come Paola Muraro è arrivata a sedere sulla poltrona di assessora all’ambiente della Giunta Raggi. E lo fa ricordando le consulenze a Stefano Vignaroli della stessa Muraro:

Gliel’hanno piazzata due sponsor politici del Movimento cinque stelle nella spartizione delle cariche interne alla giunta, Stefano Vignaroli, in primis, e Paola Taverna; la quale negli ultimi tempi dice troppo spesso in giro – anche al ristorante dove sono soliti andare, dietro Montecitorio – «Virginia deve fare come diciamo noi», frase pronunciata sfoggiando il suo gusto per la battuta in romanesco. Il primo sponsor della Muraro è dunque il cinque stelle che più s’è occupato di rifiuti, un deputato cresciuto peraltro a pochi chilometri dalla discarica di Malagrotta, a Roma. Vignaroli ha combattuto per anni contro discarica e inceneritori; già è curioso, dunque, che si affidi a un’esperta che è pro-inceneritori. Muraro è diventata una delle consigliere di Vignaroli fin dalla fine del 2013. A mettere in contatto, involontariamente, i due è stata una deputata del Pd, Laura Puppato, che è amica della Muraro. Da allora Vignaroli – che non è uno specialista in senso tecnico, diciamo così – s’è sempre più affidato alla consulente di lungo corso dell’Ama (e di altre aziende).
E qui dobbiamo chiederci: la storia è soltanto Vignaroli e Taverna che portano la Muraro alla Raggi (cosa in effetti avvenuta), o è anche la Muraro che, per se stessa e i suoi mondi, si conquista la fiducia di Vignaroli, facendo da trait d’union di fatto tra Movimento e mondo delle imprese romane (municipalizzate o private) e dei tecnici sugli inceneritori? A Roma la partita dei rifiuti è ghiottissima, e totalmente trasversale. Vi hanno partecipato nel corso degli anni le gestioni Pd, e quella Alemanno, nessuno di loro può dirsi puro politicamente. Ma, pur cambiando le stagioni politiche, i soggetti (gli attori reali) del sottopotere romano sono rimasti altri, gli stessi: le imprese e i tecnici, o gli alti burocrati. Uno di questi era Giovanni Fiscon, di rettore generale e braccio destro di Franco Panzironi all’Ama – l’azienda municipale dell’ambiente. Fiscon era vicino di stanza della Muraro quando lei era consulente sui Tmb, gli impianti per il trattamento meccanico della spazzatura. Un mondo che torna, quello alemanniano, un po’ troppo spesso dalle parti della giunta Raggi per non indicare qualche legame assai resistente al tempo e al mutar del vento.

stefano vignaroli paola taverna

Un terzo ambiente che in qualche modo emerge studiando il caso-Muraro è quello dei carabinieri: il marito, Gianfranco Lusito, ex comandante provinciale dei carabinieri di Treviso (Muraro è di origini venete, rovigina, per l’esattezza), è oggi colonnello con incarico direttivo a Roma, dov’è andato a fare il capo dell’Ufficio addestramento delle scuole dell’Arma. Il Messaggero ha scritto, fino a ieri sera non smentito, anche di un pranzo al circolo ufficiali, frequentato dalla coppia, al quale parteciparono Fiscon e il prefetto, allora commissario dei rifiuti, Goffredo Sottile. Entrambi, Fiscon e Sottile, furono definiti dal Corriere «il cerchio magico di Cerroni», e indagati in vicende legate a Mafia Capitale.

Leggi sull’argomento: Quanto ha guadagnato Paola Muraro all’AMA