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Salvini vuole dare 10mila euro alle mamme con tre figli: e un set di coltelli no? | VIDEO

Mancano solamente i ricchi premi e i cotillon

Un po’ Roberto da Crema, un po’ Chef Tony. La propaganda politica ha più volte attinto a piene mani dell’esperienza degli imbonitori televisivi, proponendo offerte sensazionali (ma solo per un numero illimitatamente limitato di telespettatori) a prezzi fuori dal mercato. Il problema, poi, è l’effettiva qualità del prodotto ricevuto a casa che – spesso e volentieri – pecca di tutte quelle caratteristiche decantate, con fare affabulatorio, dal venditore di turno. Ed è questa la sensazione che emerge leggendo e ascoltando la proposta di Matteo Salvini che ora vuole dare “10 mila euro alle mamme con terzo figlio”. E no, non lo ha detto durante un passaggio pubblicitario trasmesso da una televisione locale in prima mattinata, ma in televisione (e sui social).

Salvini e i 10mila euro da dare “alle mamme con almeno tre figli”

“Oggi è stata dichiarata inammissibile una proposta della Lega su un bonus per il terzo figlio – ha detto Matteo Salvini (dal minuto 15 e 34” del video) in collegamento con Barbara Palombelli a Stasera Italia (Rete4) -. Il presidente di commissione, del Pd, lo ha reso inammissibile perché non attinente con il Dl sostegni. Ma più sostegno di aiutare le mamme a mettere al mondo un figlio? Il segretario del Pd può anche fare conferenza stampa per dire aiutiamo le famiglie, ma poi il suo partito boccia le proposte. Qualcuno deve mettersi d’accordo con se stesso”.

Ovviamente mancano i dettagli dell’emendamento presentato dalla Lega e nel suo post pubblicato sui social non si fa riferimento all’intero testo redatto dalla Lega (qui il resoconto della seduta di ieri, martedì 15 giugno) e proposto alla Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei deputati.

Sta di fatto che ci troviamo di fronte alla classica propaganda. Quella di chi ha attaccato i sussidi e i bonus per poi proporre sussidi e bonus. Lo stesso che ha parlato dei ristoratori che pagano 600 euro i loro dipendenti non definendoli “sfruttatori”. Quella di chi si era presentato, lavagna e pennarello alla mano, davanti a una telecamere sbarrando tutte le accise sui carburanti. Quelle “x” sugli importi, nonostante le promesse, non sono mai state cancellate nonostante la sua elezione e il suo peso all’interno del Consiglio dei Ministri del governo Conte-1. Insomma, televendite in politichese nel tentativo di risollevare quei sondaggi che mostrano una Lega in picchiata verticale, fagocitata anche dall’alleata (solo per direzione politica) Giorgia Meloni.

(foto: da Stasera Italia, Rete4)