Opinioni

Come Salvini vuole uscire dall'euro

No, niente referendum. Quatto quatto, nel cuore della notte, come ladri e mign… “Per uscire dall’euro non serve un referendum, la finanza ci massacrerebbe. Serve un blitz veloce, dalla sera alla mattina”, ha detto Matteo Salvini, leader della Lega Nord, presentando il suo ultimo libro al Festival del lavoro. Della necessità di uscire dall’Euro “abbiamo iniziato a sostenerlo sei mesi fa. Io vado oltre. Non serve un referendum perché sarebbe un massacro per l’economia. Io dico che, se la Lega va al governo, noi usciamo. Altrimenti se fai tre mesi di campagna sul referendum sull’euro, c’è gente come Soros che ti massacra”, ha concluso.
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Le ironie sorgono spontanee ma nell’occasione quanto affermato da Matteo Salvini è corretto. Il leader della Lega sta dicendo infatti che un percorso di uscita di un paese dall’area monetaria europea non potrebbe avvenire attraverso un dibattito pubblico e un referendum, come è successo nel Regno Unito e come vorrebbero i 5 Stelle con la loro proposta di referendum sull’euro. Il perché è abbastanza intuibile: l’intero percorso pubblico, la campagna elettorale e il risultato finale farebbero vivere il paese in uno stato di pericolo continuo dal punto di vista finanziario, con la speculazione pronta a scommettere contro e tensioni insostenibili su obbligazioni e gravi ripercussioni sulla solidità del sistema. Questo accadrebbe sia in caso di vittoria del sì sia in caso di vittoria del no al referendum. Per questo, se una decisione del genere va presa, è meglio che si faccia “dalla sera alla mattina”, con una decisione da prendere rapidamente e mettendo in atto tutte le precauzioni necessarie per evitare un bank run. Semmai è però divertente segnalare che in un’intervista al Sole 24 Ore che risale esattamente un anno fa Salvini diceva cose ancora diverse:

Tra le vostre proposte c’è ancora l’uscita dall’euro?
Guardi ci sono molte cose da fare…
Cominciamo dall’euro.
Questa moneta non funziona. Non è una battaglia di Salvini, sono i numeri che parlano chiaro. È un esperimento fallito. Una moneta comune per 19 paesi diversi, con sistemi fiscali diversi, non può funzionare.Hanno costruito la casa dal tetto, non sta in piedi. Non è un caso che i Paesi europei che sono cresciuti di più sono quelli che non hanno l’euro.
Insisto: lei propone l’uscita dell’Italia dall’euro?
L’uscita unilaterale dell’Italia sarebbe un casino. Noi stiamo valutando diverse soluzioni: dall’euro a due velocità, all’introduzione di monete per aree più omogenee. Bisogna mettersi intorno a un tavolo e proporre un’Europa diversa. Un tavolo con tutti quelli che ci stanno. Riconosciamo gli errori e pensiamo, da subito, a costruire il domani dell’Europa. Ma se la Ue si ostina a difendere l’euro così come è, siamo anche pronti a uscire dall’Europa. Stiamo vivendo un dramma economico, non si può andare avanti con vincoli e regole che ci strozzano.

All’epoca l’uscita unilaterale sarebbe stata un casino. Oggi Salvini la propone. In altre occasioni ha anche strizzato l’occhio al referendum sull’euro. Poche idee, ma ben confuse.

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Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano