Fact checking

Salvini sui vitalizi la pensa come Vendola

Ad inizio ottobre fece parecchio “scandalo” la notizia che l’ex-Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola andrà in pensione alla tenera età di 57 anni con un vitalizio di cinquemila euro al mese a fronte di dieci anni di contributi per l’incarico ricoperto alla guida della regione. Contro Vendola si scagliò in modo veemente Beppe Grillo, da sempre impegnato ad attaccare assieme al MoVimento 5 Stelle i privilegi della “ka$ta”. La polemica sembrava quasi assopita quando all’improvviso scopriamo una continuità di vedute tra il leader della Lega Nord e quello di SEL.


 

I vitalizi di Nichi Vendola, baby pensionato

Vendola, che andrà in pensione con tre anni di anticipo, ha fatto quello che gli consentono le regole quindi non si può dire che stia rubando i soldi di qualcuno. Rimane invece in piedi la questione dell’opportunità di usufruire del vitalizio, Vendola avrebbe in teoria potuto rinunciarvi ma non l’ha fatto, come ha spiegato in questo tweet con il quale ha risposto ai numerosi attacchi che gli sono piovuti addosso. Dopo quarantanni di impegno politico secondo Vendola è giusto che gli venga riconosciuta la pensione.
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Lunedì sera le Iene hanno intervistato Vendola per chiedergli cosa ne pensa dei vitalizi. Ricordiamo infatti che Vendola nel 2012 fece approvare una legge regionale che aboliva i vitalizi per i consiglieri della Regione Puglia. Legge che è entrata in vigore a gennaio 2013 e che consente quindi a Vendola di maturare il suo vitalizio mensile. Alle Iene Vendola ribadisce questa sua vittoria personale (l’abolizione dei vitalizi), ma perché Vendola non ha cancellato anche i suoi di vitalizi? Per l’ex-Presidente della Regione Puglia il motivo è che «si possono cancellare quelli che riguardano il futuro, si mette stop anche perché ci sarebbe un non fondamento giuridico e legale». Queste erano le regole del gioco al momento in cui ha fatto il suo ingresso nelle istituzioni. Ma perché Vendola non ha cancellato il suo vitalizio? Spiega Nichi: «Non avrebbe avuto significato perché i vitalizi pagano quelli che si chiamano diritti acquisiti. Dopodiché lo scandalo, secondo me, c’è quando uno ruba. Io non ho rubato». Insomma come ribadisce nel finale: «Quello che ho come mio diritto lo esercito».
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Lo strano silenzio della Lega

Ma cosa hanno detto le altre forze politiche? Come detto il MoVimento si è fatto sentire, ma la Lega? Sulla pagina Facebook di Matteo Salvini e su quelle correlate della Lega Nord Padania e di Noi con Salvini non si sono registrate dichiarazioni. Strano, perché ad agosto alcuni parlamentari leghisti avevano avanzato la proposta di abolire completamente i vitalizi.
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Se si esclude questo video tratto dal programma di Del Debbio che fa i conti in tasca i parlamentari e ai politici italiani condiviso dall’account YouTube della voce della Lega Nord Padania sembra quasi che il problema delle pensioni e dei vitalizi non preoccupi poi tanto la Lega. Sarà che alla fine i leghisti si sono un po’ romanizzati? In fondo anche Franco Rocchetta il padre della Liga Veneta, uno di quelli che ancora oggi sogna l’indipendenza del Nord, prende ancora il vitalizio da Roma.
 

Chi prende la pensione all'Europarlamento? Fonte: Corriere della Sera
Chi prende la pensione all’Europarlamento? Fonte: Corriere della Sera

Quando Salvini difende i diritti di Vendola

Anche Matteo Salvini è uno che nella vita ha fatto sempre e solo il politico (se si esclude la famosa e mitizzata esperienza lavorativa al Burghy per due mesi) e quindi non è difficile presupporre che anche a lui la pensione da politico farà comodo, prima o poi. Niente di male per carità, alla fine anche la politica è un lavoro onesto e se non si ruba nulla a nessuno perché non esercitare il proprio diritto? Alla Zanzara Matteo Salvini ha detto che per lui il vitalizio non è una cosa sbagliata. Ricordando che lui percepirà quello da europarlamentare quindi sarà pagato con i soldi di quell’Europa che tanto ha in odio (e che sono lo stesso soldi dei cittadini italiani)

Se io verso tutti i contributi che mi coprono quello che mi daranno è giusto averlo. Adesso giustamente aspetti i 65 anni come tutti gli altri comuni mortali e prendi quello che hai versato.

In realtà il diritto alla pensione gli europarlamentari lo maturano al compimento del sessantatreesimo anno di età. Ma la sostanza non cambia: Salvini, come Vendola non ha nessun problema a percepire l’eventuale pensione che insieme ai suoi colleghi dell’Europarlamento ha deciso che otterrà a fine mandato. Oltre a quella hanno diritto ad un’indennità transitoria di fine mandato della durata massima di due anni il cui importo è pari ad un mese di indennità per ogni anno di mandato esercitato all’Europarlamento. C’è da dire però che non si sa molto sulle pensioni degli Eurodeputati (e non solo di quelli italiani). Come ha rivelato un’inchiesta dello scorso anno del Corriere della Sera a quanto pare a Strasburgo la trasparenza sulle pensioni e i vitalizi dei deputati non va di moda. Risultano infatti inaccessibili i dati riguardanti l’ammontare delle pensioni e chi abbia maturato il diritto a percepirle. Inoltre, a proposito di costi e sprechi, sembra che la previdenza dell’Europarlamento non sia così economica, rispetto al tanto vituperato sistema italiano del quale Vendola ha fatto parte fino a qualche tempo fa:

La tedesca Bild ha calcolato che i diritti acquisiti dagli ex euronorevoli hanno ormai raggiunto 400 milioni. Mentre la spesa per il pagamento delle pensioni si aggira intorno ai 150 milioni l’anno. Pagati, ovviamente dai contribuenti europei: altro che fondo privato. Per avere un’idea delle dimensioni della questione, si pensi che il costo dei generosissimi vitalizi del Parlamento italiano, che ha trent’anni di più e 945 membri anziché i 751 di Strasburgo, ci costano appena 70 milioni di più.