La macchina del funky

Salvini spiega che con il "no all'euro" ha triplicato i voti

grillini civati

Matteo Salvini all’attacco di Flavio Tosi. La faida tra le due personalità forti del Carroccio è entrata nel vivo con la “minaccia” del sindaco di Verona di concorrere con una propria lista alle elezioni regionali in Veneto contro Luca Zaia, dopo le polemiche degli ultimi tempi. Nell’intervista che rilascia al Corriere della Sera il patron della lista Noi Con Salvini dice chiaro e tondo che la sua strategia sul no all’euro e sull’alleanza con la Le Pen non si discute, perché con essa ha triplicato i voti:

«In Lega, le persone valide sono sempre state valorizzate. Lui è stato prima presidente e poi segretario della Liga veneta, candidato all’Europarlamento, è stato ed è il bravo sindaco di una città importante come Verona. Ma nel momento in cui sceglie di polemizzare e mettere in difficoltà il suo governatore, non va bene».
Però, una candidatura di Tosi sarebbe un problema grosso. O no?
«Io so che i cittadini non vogliono che si litighi. Credo che in Veneto nessuno capirebbe una cosa del genere, e credo che nessuno si candiderebbe contro Zaia. Il governatore non è in discussione. Poi, se ci sono altri problemi… ».

matteo salvini

A che cosa si riferisce?
«Beh, avere dubbi è legittimo. Se uno non è convinto nel no all’euro, se uno non è convinto dell’alleanza con Marine Le Pen, va tutto bene. Se però io avessi avuto questi dubbi, beh… non avrei triplicato i consensi della Lega».
Tosi chiede che Zaia possa essere sostenuto da altre liste civiche oltre che quella a nome del governatore.
«Ho visto un sondaggio fatto per il Pd in cui si dice la Lega più una lista Zaia non vince: stravince. Chiaro e semplice. Bisognerebbe fare altre liste per recuperare tre amici di Corrado Passera? Tra l’altro, personalmente non vedo nel futuro di un centrodestra moderno Passera, il banchiere che ha fatto il ministro per Monti e con Fornero».