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L'imbarazzante coerenza di Salvini e Meloni in silenzio anche sulla scarcerazione di Patrick Zaki

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Salvini e Meloni indagati Molestie alpini Patrick Zaki, Audio Salvini e Meloni

A buona parte del loro elettorato, probabilmente, il caso Patrick Zaki non interessa. E il duo Salvini-Meloni continuano a essere il fedele specchio dei loro sostenitori, rimanendo in un imbarazzante silenzio. Lo hanno fatto fin dai primi giorni, subito dopo l’arresto dello studente e l’inizio di quella che – mese dopo mese – è diventata un’infinita detenzione (almeno fino a oggi). Un mutismo selettivo proseguito nel corso di questi eterni 22 mesi di carcerazione (come custodia cautelare in attesa di un processo) e non infranto neanche nelle giornate di ieri e di oggi, quando il 30enne studente presso l’Università di Bologna è tornato finalmente libero, in attesa dell’udienza del 1° febbraio.

Salvini Meloni, l’imbarazzante perpetuo silenzio su Patrick Zaki

I social dei due leader dei due principali partiti di Centrodestra sono rimasti silenti sul caso, ma hanno pubblicato compulsivamente sul Natale “che l’Europa ci vuole rubare”. Ma non ci sono solamente Facebook, Twitter o Instagram: sarebbe bastata, di tanto in tanto, anche una stantia nota stampa da inviare ai giornali e alle agenzie. Ma si è scelto il silenzio. Perché, d’altronde, la dinamica è sempre la stessa e racchiusa nel motto che Salvini-Meloni propinano ai propri elettori: “Prima gli italiani”. E il fatto che uno studente di 30 anni, che in Italia (a Bologna) ha una seconda casa condita con i suoi studi, sia rimasto per 670 giorni rinchiuso in un carcere di un regime come quello egiziano, con accuse offuscate come un paesaggio della Pianura Padana nei mesi autunnali e invernali, evidentemente, non è un caso da sottoporre al proprio elettorato.

Ma i sintomi sono stati evidenti in tutti questi 22 mesi di detenzione. Perché se il silenzio è solamente la non espressione di un pensiero, in Aula i rispettivi partiti hanno mostrato il peggio di loro stessi. Basti pensare, per fare un solo esempio simbolico, al voto contrario di Fratelli d’Italia (per ben due volte) alla mozione per la cittadinanza italiana a Patrick Zaki. E se i silenzi (anche quelli di oggi) sono imbarazzanti, quasi comica fu la motivazione di quel no: “Siamo convinti che per raggiungere l’obiettivo della sua liberazione la strada da seguire sia quella della diplomazia”.

Parole che riecheggiano, anche oggi, nella vastità del menefreghismo (diluendo la portata dialettica di un noto meme in voga sui social) dimostrato dal duo Salvini-Meloni su questa assurda vicenda che va a toccare i diritti inalienabili di un uomo. Per fortuna il Parlamento si è comportato diversamente rispetto a Fratelli d’Italia e quella mozione passò a larga maggioranza. Ma la coerenza della Lega e di Fratelli d’Italia continua a essere pedissequamente e immacolatamente imbarazzante.

(Foto IPP/Matteo Rossetti)