Fatti

Le “prove tecniche di governo” tra Salvini e Meloni

Al meeting di Cernobbio clima disteso tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni, nonostante Fratelli d’Italia sia all’opposizione. I due leader apparecchiano il tavolo per un nuovo governo di centrodestra una volta finita l’era Draghi

Green Pass salvini meloni

Uno al governo, l’altra all’opposizione. Eppure entrambi allo stesso evento, e addirittura abbracciati alla fine delle discussioni una volta scesi dal palco, ben a favore di telecamera. Matteo Salvini e Giorgia Meloni sono impegnati in quelle che loro stessi hanno definito “prove tecniche di governo”: i due leader di destra si sono seduti sul parapetto dell’Hotel Villa d’Este di Cernobbio in riva al lago di Como per fotografarsi con il telefonino. Alla domanda dei giornalisti su quali fossero i rapporti tra i due partiti hanno risposto abbracciandosi e dicendo, appunto, “prove tecniche di governo”.

Le cose con la presidente di Fdi Giorgia Meloni vanno “benissimo”, ha detto Salvini, che a specifica domanda ha risposto “governeremo insieme”, anche se non si sa bene quando. “Dipende da Draghi – ha aggiunto il leader del Carroccio – se vuole vuole fare il presidente della Repubblica è complicato un quarto governo in quattro anni anche se capisco che c’è chi voglia tirare a campare, soprattutto i 5stelle”.

Meloni, dal suo canto, afferma di non avere nessun “piano B”: “Per me esiste solamente l’alleanza di centrodestra, spero che per la Lega e Forza Italia valga alla stessa maniera, questo l’ho chiesto più volte, ma sono abbastanza ottimista che nel 2023 il centrodestra si presenterà compatto e anche sul fatto che possa avere, per il tramite del consenso degli italiani, la possibilità di governare”. Intanto però sembra intenzionata a chiedere la sfiducia nei confronti del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, cosa che metterebbe in difficoltà l’intero consiglio dei ministri di cui fanno parte esponenti sia forzisti che leghisti.

“Io e Giorgia – conclude Salvini – abbiamo fatto due scelte in cui crediamo, faticose per entrambi. Una stando fuori dal governo con pieno diritto, contestando, proponendo e intervenendo e l’altro preferendo stare dentro in un’ottica di ricostruzione per evitare che ci fosse un governo sbilanciato a sinistra. Non dico cosa sia giusto o sbagliato, saranno i fatti e gli italiani a giudicarlo”.