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Così Salvini ha promesso e non mantenuto anche la revoca della sanzione alla prof di Palermo

I suoi alunni lo avevano criticato nel maggio scorso accostando la discriminazione nei confronti dei migranti nel Decreto Sicurezza alle Legge Razziali emanate dal Fascismo. Lui e il ministro Bonisoli avevano promesso la revoca della sanzione. Ma…

Vi ricordate? La professoressa Rosa Maria Dell’Aria era stata sospesa dall’insegnamento dal ministero della Pubblica Istruzione perché i suoi alunni avevano criticato Matteo Salvini nel maggio scorsoaccostando la discriminazione nei confronti dei migranti nel Decreto Sicurezza alle Legge Razziali emanate dal Fascismo: il 23, poi, Salvini aveva annunciato che sarebbe andato ad  incontrare la professoressa Rosa Maria Dell’Aria, «e gli studenti di quella scuola per spiegare cosa sto facendo per la sicurezza del mio Paese e la distanza abissale tra le mie idee e progetti e le leggi razziali del periodo fascista».

Le rassicurazioni dell’ex ministro dell’Interno Salvini, che avrebbero dovuto portare a una rapida sospensione del provvedimento disciplinare, sono ormai materiale da archivio: «I tecnici stanno lavorando, un ricorso sarebbe inutile» aveva detto il 23 maggio, dopo avere incontrato Rosa Maria Dell’Aria, la prof sospesa a Palermo con l’accusa di non aver vigilato su un lavoro in Power point dei suoi allievi dell’Iti Vittorio Emanuele III, in cui i ragazzi avevano accostato le leggi razziali al decreto sicurezza. «Soluzione tecnica già trovata» aveva ammiccato l’allora ministro dell’Istruzione Bussetti.

claudio perconte salvini vittorio emaniele III prof sospesa - 5

Ebbene, non ci crederete: la sanzione alla professoressa Dell’Aria non è stata revocata.

La possibilità di un accordo stragiudiziale si è incagliata sull’interpretazione delle norme: «Gli avvocati del Ministero ritenevano che fosse possibile redigere un verbale di conciliazione in cui il Ministero ammetteva l’illegittimità della sanzione, che sarebbe così stata privata dei suoi effetti giuridici. Noi invece riteniamo che a firmare debba essere l’Ufficio regionale o l’Ufficio provinciale, perché in caso contrario il provvedimento potrebbe essere impugnato: il potere disciplinare infatti è di competenza esclusiva degli Uffici scolastici regionali». Il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale di Palermo, Marco Anello ha confermato però che non farà passi indietro: «Le responsabilità della docente vanno oltre l’omessa vigilanza» ha detto.

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