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Salvini alla giornalista che gli chiede del referendum sulla Cannabis: "Lei è libera di farsi le canne" | VIDEO

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matteo salvini giornalista canne

“Vediamo cosa sarà accolto o meno, io sono contro l’utilizzo di ogni genere di droga, che sia la coltivazione, la distribuzione e l’utilizzo di ogni tipo di droga”: Matteo Salvini risponde ai giornalisti interrogato per un parere nel giorno in cui la Corte costituzionale si pronuncia sull’ammissibilità dei referendum da tenersi in primavera, tra i quali anche quello per la liberalizzazione della Cannabis.

Salvini alla giornalista che gli chiede del referendum sulla Cannabis: “Lei è libera di farsi le canne”

Una giornalista lo incalza, spiegandogli che il quesito sulla marijuana è sovrapponibile, per un aspetto, a quello portato avanti proprio dalla Lega – insieme ai Radicali – in materia di giustizia, vale a dire la riduzione del ricorso alla custodia cautelare in carcere. Si parla di inserire dei limiti che prevedano questa misura in particolar modo per la reiterazione del reato, a meno che non si tratti di “gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale o diretti contro l’ordine costituzionale” oppure di “delitti di criminalità organizzata”. Misura alla quale si ricorre molto spesso per chi coltiva sostanze come la cannabis. “Se lei vuole farsi le canne può farsele io sono contro ogni droga”, ha chiosato il leader del Carroccio. Il tema è proprio questo: la libertà non c’è, e se e quando ci sarà un referendum, le carte in tavola potrebbero cambiare. Il quesito si propone infatti di cancellare il carcere per la coltivazione e uso domestico della cannabis, oltre alle sanzioni amministrative, come la sospensione della patente, per quelli che fanno uso personale di qualsiasi sostanza stupefacente o psicotropa. Resterebbe intatta la pena detentiva per associazione finalizzata al traffico illecito.

Il quesito, titolato “Abrogazione parziale di disposizioni penali e di sanzioni amministrative in materia di coltivazione, produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti”, recita così:

Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica del 9 ottobre 1990, n. 309, avente ad oggetto “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza”, limitatamente alle seguenti parti:

articolo 73 (Produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope), comma 1, limitatamente all’inciso “coltiva”;

articolo 73 (Produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope), comma 4, limitatamente alle parole “la reclusione da due a 6 anni e”;

articolo 75 (Condotte integranti illeciti amministrativi), limitatamente alle parole “a) sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni”?