Opinioni

Così Salvini “confessa” che voleva far sbarcare i naufraghi della Sea Watch 3

Ci sono luoghi e luoghi per confessare: Matteo Salvini ha scelto il migliore, ovvero il Parlamento. Ieri, rispondendo a una interrogazione sulla Sea Watch durante il Question Time, il ministro dell’Interno ha detto chiaro e tondo che mentre per un mese lui urlava che quelli della Sea Watch non sarebbero mai sbarcati in Italia,  il governo si preparava a farli sbarcare.

“Quegli immigrati sarebbero sbarcati pacificamente la mattina dopo se di notte non fosse stato commesso un atto di guerra, che spero da tale venga condannato da un giudice“. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al question time alla Camera risponde a una interrogazione sul caso Sea Watch.

Per la mattina successiva lo sbarco era già stato autorizzato per questo è inammissibile il gesto di chi ha fatto sulla pelle dei 41 a bordo e della Guardia di Finanza solo una sporca battaglia politica“, dice ancora Salvini.

salvini sea watch 3

Il 16 giugno da Recco il ministro diceva: “Io voglio il bene di tutti. Per quello che riguarda questa nave fuorilegge, per me può stare lì per settimane, per mesi, fino a Capodanno” e a fine giugno confermava: “Useremo ogni mezzo lecito per bloccare” la Sea Watch 3. “La comandante sappia che l’autorizzazione allo sbarco non c’è, schiero la forza pubblica, il diritto alla difesa dei nostri confini è sacra. Se in Europa esiste qualcuno ora li dimostri, se c’è governo ad Amsterdam con un po’ di dignità lo dimostri”.

Intanto però il ministro e il suo governo stavano preparandosi a farli sbarcare, ovviamente senza farlo sapere a loro che così avrebbero evitato l’entrata nel porto.

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