Politica

“Salvini? È diventato Bertinotti”

Oggi Romano Prodi in un’intervista al Corriere della Sera inaugura un neologismo per Salvini: “imbertinottato”

Salvini bertinotti

Oggi Romano Prodi in un’intervista al Corriere della Sera inaugura un neologismo per Salvini: “imbertinottato”

“Salvini? È diventato Bertinotti”

Ecco le parole di Prodi:

«Salvini si è imbertinottato…».

Può tradurre, professor Prodi?
«Il leader della Lega si è messo nella scia di Bertinotti».

Intende dire Fausto Bertinotti, il segretario di Rifondazione comunista, al governo con lei nel 1996?
«Esatto. Sindrome classica delle coalizioni. Fai una scelta drastica, come quella di Bertinotti di coalizzarsi con l’Ulivo. Poi cominci a perdere consensi e la cosa ti fa diventare matto. E allora alzi la posta. Ti impunti anche sul niente, ogni giorno di più. Ma attenzione: questo fa perdere voti, non guadagnarli».

Fa anche cadere i governi.
«Nel mio caso sì, perché Bertinotti poteva farlo cadere. Ma Draghi ha molte più riserve. È una grande differenza»

Prodi ha poi parlato della rielezione del Presidente della Repubblica: “Se si parla di indisponibilità” ad una rielezione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “ne ha un’altra, la mia. Non ho l’età, come cantava Gigliola Cinquetti: nel senso però che ne ho troppa, quasi 82 anni. E poi sono stato un uomo di parte, e in fondo lo sono ancora”, e poi aggiunge:  “Credo che su Mattarella  influiranno la sua volontà e gli eventi. Personalmente lo sento il mio Presidente della Repubblica. Mi rende tranquillo e credo che renda tranquilla l’Italia”. Infine Prodi commenta l’evoluzione del Movimento 5 Stelle e il ruolo di Giuseppe Conte: “Pensavo che nel momento in cui cercava di mettere ordine nel suo magma di stato nascente, il M5S sarebbe imploso. Invece, è uscita solo una minoranza estremista: è possibile che coloro che sono rimasti trovino una coerenza e un equilibrio interni”, con Giuseppe Conte. “Il cane pastore dei Cinquestelle è lui”. Quanto alle esitazioni dell’ex premier, “i cani pastore -ricorda il professore- girano, vanno da una pecora, poi dall’altra. Ne mordono qualcuna riluttante al garretto per portarla dove c’è l’erba verde. E poi, quelle riluttanti sono già andate via: per ora meno del previsto, in realtà”.

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