La macchina del funky

Il salario accessorio ai dipendenti comunali? Rinviato a data da destinarsi

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L’11 novembre Virginia Raggi aveva trionfalmente annunciato che era stato sbloccato il salario accessorio per i dipendenti capitolini. Oggi è già dietrofront: scrive Giovanna Vitale su Repubblica che con una nota ufficiale firmata ieri, infatti, il capo delle Risorse umane Raffaele Marra ha stoppato l’iter a un passo dal traguardo.

Comunicando a tutti i dirigenti riuniti nella speciale commissione incaricata di sbrogliare la matassa, che «l’incontro per la “sottoscrizione della ripartizione del Fondo delle risorse decentrate per il personale non dirigente per l’anno 2015”, convocato per la giornata odierna, è rinviato a data da destinarsi, che verrà comunicata con successiva nota in tempi brevi». Cosa sia accaduto nelle ultime 72 ore non è chiaro. Da quel poco che filtra dal Campidoglio si riesce a capire solo che, per accendere il semaforo verde, occorreva il parere positivo dell’Oref, cioè dei revisori dei conti comunali.

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L’articolo di Giovanna Vitale su Repubblica Roma (17 novembre 2016)

Parere che la delibera varata in giunta venerdì (e curiosamente non ancora pubblicata sul sito istituzionale) non contiene. Riportando invece una generica autorizzazione preventiva, che però non ha alcuna validità. Se a questo si aggiunge che il ministero dell’Economia, sollecitato dalla Raggi già a settembre, ha rimandato la palla a Palazzo Chigi e che il mese scorso il sottosegretario De Vincenti ha scaricato sulla giunta comunale la gestione dell’intera partita, se ne deduce che qualcosa — dalle parti dell’amministrazione grillina — non sia andata per il verso giusto.

Getta intanto acqua sul fuoco Giancarlo Cosentino, sindacalista della Cisl Fp: “Allo stato non ci sono stati comunicati problemi sull’erogazione del salario accessorio. Sappiamo che la delibera autorizzativa al pagamento delle quote arretrate è stata licenziata venerdì dalla giunta. Aspettiamo solo che ci venga comunicata la data del pagamento entro il mese di novembre, così come annunciato dalla stessa sindaca. Sappiamo che domani dovrebbe arrivare la certificazione definitiva da parte dell’Oref (organo di revisione economico finanziaria, ndr), ma sono questione tecniche interne all’amministrazione che immaginiamo abbia fatto le sue verifiche prima di fare annunci”.
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Come abbiamo raccontato, quando si fa riferimento al salario accessorio si parla dei 340 milioni di euro che il Campidoglio dovrebbe restituire allo Stato per i “premi a pioggia” pagati ai dipendenti comunali sotto forma di salario accessorio tra il 2008 e il 2012, in maniera «illegittima», secondo l’Ispettorato generale di Finanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel frattempo 23 mila dipendenti capitolini sono ancora in attesa di ricevere i premi per la produttività del secondo semestre 2015, congelati da Tronca in attesa di una soluzione della vicenda dei rimborsi. Il Comune avrebbe messo a punto una proposta che prevede il recupero dei fondi per il salario accessorio utilizzando le economie di gestione maturate con il piano di riequilibrio triennale, siglato tra Roma Capitale e il Governo, che prevedeva risparmi strutturali di spesa per circa 440 milioni. Stiamo parlando, a scanso di equivoci, del Piano di riequilibrio strutturale predisposto dall’allora assessora al bilancio della giunta Marino Silvia Scozzese, che oggi è commissaria del debito di Roma Capitale. Tecnicamente la giunta Raggi sta sfruttando una soluzione approntata all’epoca dalla giunta Marino per un duplice obiettivo: recuperare le somme indebitamente erogate negli anni passati ai lavoratori capitolini con la contrattazione decentrata (circa 340 milioni) e continuare a pagare il salario accessorio agli stessi dipendenti. Avete sentito quanto sta cambiando il vento, vero?

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