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Salah Abdeslam in Veneto e in Puglia

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Il Messaggero riepiloga oggi le segnalazioni e le tracce lasciate da Salah Abdeslam, terrorista in fuga degli attentati di Parigi, l’estate scorsa nel suo passaggio per l’Italia. Sotto la lente i pedaggi autostradali e una carta di credito prepagata. Il terrorista è arrivato a Bari per imbarcarsi alla volta di Patrasso, poi è tornato indietro:

Le soste e il percorso della scorsa estate vengono ripercorsi a ritroso, attraverso le tracce che Salah Abdeslam ha lasciato. Ma è alla rete che si punta, l’Antiterrorismo cerca adesso anche esili elementi per stabilire se quell’uomo avesse contatti o conoscenze in Italia. Era attiva fino al giorno prima degli attentati di Parigi la carta prepagata europea che Salah utilizza in Italia.
Secondo i primi accertamenti, le uniche spese sostenute sono quelle dei pedaggi autostradali e per l’acquisto del carburante per procedere nel viaggio a bordo dell’auto con targa belga. E’ il primo agosto quando Salah arriva a Bari e si imbarca con l’auto per Patrasso. Quattro giorni dopo ritorna, con lui viaggia Ahmed Dahmani, ventiseienne belga arrestato sabato ad Antalya. Ma quella carta ha continuato a funzionare anche dopo, fino al giorno dell’attentato a Parigi, quando, anziché farsi esplodere con gli altri ”fratelli”, ha scelto la via della fuga.

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Abdeslam Salah: insieme a Ibrahim Abdeslam e Bilal Hadfi ha colpito a Parigi venerdì sera

Le sue tracce sono arrivate in Veneto, nell’area di Conegliano in provincia di Treviso:

Lo sbarco a Bari avviene il 5 agosto, ma di certo il giorno successivo l’auto con la targa belga è in Veneto. Viene multata nell’area di Conegliano, in provincia di Treviso, l’ipotesi è che il gruppo, diretto a Bruxelles, dopo avere attraversato l’Italia, abbia superato il confine in Austria. Gli accertamenti sono ancora in corso, la contravvenzione riguarda un’infrazione che non implica controllo, potrebbe trattarsi di un divieto di sosta oppure del superamento del limite di velocità registrato dall’autovelox. Le verifiche non riguardano soltanto Salah e i contatti che il terrorista avrebbe potuto avere in Italia.
Il lavoro dell’Antiterrorismo si concentra anche sugli altri personaggi segnalati dalla Francia e dal Belgio e sui controlli relativi alle quindici utenze telefoniche fornite alcuni giorni fa dagli apparati di sicurezza francesi. Nell’elenco non ci sono numeri italiani, ma la ricerca riguarda le chiamate in entrata e in uscita su quelle linee, legate ai terroristi e rintracciate attraverso l’esame a posteriori dei loro contatti. L’obiettivo è sempre quello di individuare tutti i contatti dei soggetti con i quali gli uomini che hanno colpito a Parigi avessero una relazione e di stabilire se ci fossero legami con persone residenti in Italia.

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