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Sabrina Ferilli, Claudia Gerini e Paola Turci: le tre possibili candidate PD a Roma

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Il candidato di centrosinistra nel collegio di Roma centro lasciato libero da Paolo Gentiloni, che a Bruxelles ha già preso casa e trasferito anche la moglie, sta diventando un caso. Nella selezione sono già spuntate le candidature di un’altra attrice, Claudia Gerini, e della cantante Paola Turci, che ha smentito ieri su Twitter. Ma adesso, secondo Goffredo De’ Marchis che ne parla su Repubblica, il nome potrebbe essere quello di Sabrina Ferilli.

Sabrina Ferilli, Claudia Gerini e Paola Turci: le tre possibili candidate PD a Roma

Secondo il quotidiano è stato Matteo Renzi ad aver scatenato la caccia al nome famoso: dev’essere un civico, un non Pd (soprattutto), un volto riconoscibile e popolare. La suggestione della Ferilli ha anche un quid di sadismo: «Ha fatto mea culpa. Ha votato la Raggi, ora ci ha ripensato. Potrebbe segnare la riscossa dei romani contro l’amministrazione a 5 stelle», dice il deputato di Italia Viva Luciano Nobili, plenipotenziario del partito a Roma.

A cosa serve questo teatro (è il caso di dirlo)? A rompere le scatole al Partito democratico che pensa di avere uno ius primae noctis su quel collegio. In fondo l’uscente è ancora il presidente del Pd. Aggiungere un deputato dem poi non sarebbe male perché il collegio di Roma centro è ancora al riparo dal successo di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che stravincono in periferia e nelle borgate. Le possibilità di conferma sono buone. I dem avrebbero già scelto Gianni Cuperlo, neo presidente della Fondazione culturale. Ma qui arriva lo stop di Italia Viva.

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Sabrina Ferilli, Claudia Gerini e Paola Turci: le tre possibili candidate PD nel collegio di Gentiloni (La Repubblica, 3 dicembre 2019)

Perché deve toccare al Pd senza consultare prima gli alleati di governo? Perché si dice che i 5 stelle potrebbero lasciare campo libero al candidato democratico con una desistenza che apre futuri scenari di alleanza strutturata? Renzi non condivide. Né l’investitura automatica del Pd, nè l’asse con i grillini proprio nella città governata, con risultati evidenti, da Virginia Raggi. Se Zingaretti non ci ripensa, Italia Viva è pronta ad andare da sola. Magari sperimentando lei nuove alleanze e aprendosi al mondo della destra moderata?

La partita è cominciata con grande anticipo visto che si voterà tra più di novanta giorni. Gerini e Turci potrebbero essere dei nomi giusti ma non sono state neanche consultate. La Ferilli una volta spiegò a Renzi cosa fosse la sinistra, ma si vede che il senatore di Scandicci lo ha dimenticato.

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