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La Russia taglia il gas anche all’Olanda (che si è rifiutata di pagare in rubli)

La società GasTerra, che distribuisce il gas in Olanda, ha annunciato il taglio delle forniture da parte del colosso russo dei carburanti Gazprom a partire da domani

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Da domani la compagnia statale russa Gazprom interromperà le forniture di gas all’Olanda, dopo che la società distributrice GasTerra ha rifiutato il pagamento in rubli. Lo riferisce il sito Nl Times, spiegando che la società russa avrebbe dovuto fornire due miliardi di metri cubici di gas da qui al primo ottobre, quando doveva scadere l’attuale contratto. “GasTerra ha deciso di non accettare le richieste unilaterali di pagamento da parte di Gazprom – si legge in un comunicato della società- e in risposta a questa decisione di GasTerra, Gazprom ha annunciato l’interruzione della fornitura con effetto dal 31 maggio 2022”.

La Russia taglia il gas anche all’Olanda (che si è rifiutata di pagare in rubli)

La compagnia olandese ha comunque assicurato di aver già provveduto a comprare gas da altre fonti per provvedere ai 2 miliardi di metri cubi che si aspettava di ricevere da Gazprom fino a ottobre. “Il mercato europeo del gas è ampio e integrato – prosegue il comunicato della società olandese – ed è impossibile sapere in anticipo che effetto potrà avere la perdita di due miliardi di metri cubici di gas russo sulla situazione della fornitura e della domanda e se il mercato europeo potrà assorbire questa perdita di fornitura con limitate conseguenze”. Metà di GasTerra è controllata dalla compagnia statale olandese Energie Beheer Nederland, l’altrà metà da Esso e Shell. La società ha affermato che la richiesta russa di aprire un conto in euro e uno in rubli presso Gazprombank a Mosca rischiava di violare le sanzioni imposte dall’Ue per l’invasione dell’Ucraina e comportava “troppi rischi finanziari ed operativi”, soprattutto per l’apertura di un conto bancario a Mosca soggetto alla legge russa.

La prossima potrebbe essere la Danimarca

Anche l’azienda danese Orsted ha dichiarato di non voler accettare le condizioni di pagamento del Cremlino consapevole di poter andare incontro a sanzioni simili a quelle già vissute da Finlandia (dopo la richiesta di adesione alla Nato, ndr), Polonia e Bulgaria.

 

(immagine di copertina: Italy Photo Press)