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La ripicca della Russia che espelle 24 diplomatici italiani per i provvedimenti contro gli emissari di Mosca

Il Cremlino ha notificato a 24 diplomatici italiani un provvedimento di espulsione. Stessa sorte anche ad emissari di Francia e Spagna. Per il premier Mario Draghi “un atto ostile” che non deve però far interrompere i rapporti diplomatici

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Italia, Francia e Spagna si sono visti espellere dalla Russia rispettivamente 24, 34 e 27 diplomatici, dichiarati da Mosca “persone non gradite” in seguito a provvedimenti simili adottati dai rispettivi Paesi con omologhi del Cremlino in seguito all’invasione dell’Ucraina. Mentre il ministero degli Esteri francese parla di decisione che “non ha alcuna base legittima”, che è stata “presentata dalla parte russa come una risposta alle decisioni” prese dalla Francia lo scorso aprile, quando furono espulsi “diverse decine di agenti russi” sospettati di essere spie, il premier Mario Draghi predica moderazione: “È un atto ostile, ma non bisogna assolutamente interrompere i rapporti diplomatici”, ha dichiarato durante un incontro con la premier finlandese Sanna Marin.

La ripicca della Russia che espelle 24 diplomatici italiani

Un gesto deliberato, oltre che volto ad alzare la tensione: “Il lavoro dei diplomatici e del personale della nostra ambasciata in Russia – si legge nella nota diffusa dal Ministero transalpino –  rientra pienamente nel quadro della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche e consolari”. Parlando con Marin, Draghi ha commentato la volontà della Finlandia di entrare nel Patto Atlantico: “È un momento storico per l’Europa. La richiesta di adesione alla Nato è una chiara risposta all’invasione russa dell’Ucraina e alla minaccia che rappresenta per la pace in Europa, per la nostra sicurezza collettiva. L’Italia appoggia con convinzione la decisione della Finlandia, così come quella della Svezia”.

Draghi, Marin e la Finlandia nella Nato

Decisione che però ha fatto alzare il livello della minaccia russa, con il Cremlino che è arrivato a parlare di “armi nucleari” pronte ad essere utilizzate. A chi le chiedeva se dopo l’adesione alla Nato la Finlandia abbia intenzione di schierare ai confini delle truppe e dei mezzi militari, Marin ha risposto: “Chiaramente in futuro potremo cercare delle possibili soluzioni a questi problemi, ma per ora non è di questo che ci stiamo occupando”. Per ora lo scopo dell’ingresso nel Patto Atlantico è di sicurezza interna: “Credo che al momento il nostro compito principale nella Nato sia difendere il nostro Paese e tutta la regione del Nord”.

 

(immagine di copertina: Italy Photo Press)