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Come in Russia si sta censurando la protesta di Marina Ovsyannikova

neXt quotidiano|

Marina Ovsyannikova

Chi ancora si chiede se l’informazione in Russia sia realmente veicolata dal Cremlino, oggi trova una facile ed evidente risposta: sì, il governo russo gestisce (anche tramite apposite leggi di recente approvazione) cosa si può e – soprattutto – cosa non si può dire sui media. Perché gli organi di “informazione” di Mosca e dintorni hanno deciso di censurare quanto accaduto ieri durante la diretta del telegiornale su Channel One. Alcuni hanno “scelto” di non parlare del gesto della redattrice, altri – invece – hanno mostrato solo parzialmente (non mostrando, di fatto, nulla) la protesta di Marina Ovsyannikova. Il video originale è questo.

Marina Ovsyannikova, i media russi censurano il suo cartello

Ma come viene raccontato in Russia? Detto che non tutti hanno affrontato questa protesta, ecco che altri media hanno deciso di raccontare così la notizia.

Il cartellone è, di fatto, oscurato e non se ne legge il contenuto. Ma questo non è l’unico caso di censura.

Immagine, dunque, non visibile nella sua interezza. E quel messaggio sul cartellone che non può essere mostrato. Il motivo è semplice: la nuova legge sulla “disinformazione” in Russia prevede la censura (che può travalicare i confini dell’arresto e della pena detentiva, come accaduto a Marina Ovsyannikova) per tutti coloro i quali utilizzano la parola “guerra” parlando della situazione in Ucraina e per chi dice no alla guerra. Inoltre, come spiegato dalla testata Fontanka.ru, quella diretta è sparita dal sito del primo canale della televisione russa.