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Gli studenti che a Rovigo sparano pallini di gomma alla prof con una pistola ad aria compressa | VIDEO

Asia Buconi|

pallini prof

Ha fatto molto discutere un video circolato ieri che mostra alcuni studenti nell’atto di sparare pallini di gomma alla professoressa di scienze che faceva lezione. Le immagini della “prodezza”, consumatasi qualche giorno fa, sono state diffuse in chat e hanno fatto poi il giro del web. Il tutto è avvenuto a Rovigo, in una classe dell’Istituto tecnico “Viola Marchesini”. La docente è stata raggiunta alla testa e a un occhio da due pallini sparati con una pistola ad aria compressa.

In merito all’episodio, la preside della scuola Isabella Sgarbi ha dichiarato al Corriere della Sera: “Un ragazzo ha portato la pistola in classe, un altro ha sparato e un terzo ha filmato tutto. La professoressa non ha avuto bisogno di cure e non è andata in ospedale, ma al momento è a casa, più per lo shock dell’accaduto che per le ferite fisiche”. In realtà, alcuni studenti intercettati fuori l’Istituto hanno riportato che la docente fosse a scuola il giorno dopo l’accaduto e che abbia continuato regolarmente a tenere lezione, nonostante abbia deciso comunque di presentare denuncia contro i tre studenti protagonisti del fatto.

Studenti sparano pallini di gomma a una professoressa durante l’ora di lezione, la preside: “Hanno reagito come fosse un gioco”. Zan: “Gravità inaudita”

Quali saranno le conseguenze per gli studenti coinvolti lo ha spiegato sempre la preside, sottolineando di aver subito richiamato a scuola i genitori dei ragazzi e di aver informato la Polizia: “In questi giorni il consiglio ha deciso per 5 giorni di sospensione per il ragazzo che ha portato la pistola e per il compagno che ha sparato; 3 giorni invece a chi ha filmato il tutto. Come docenti, più che allarmati siamo affranti dal punto di vista educativo, perché i ragazzi non hanno percepito il disvalore del loro gesto, hanno reagito come fosse un gioco”.

“Si è trattato – ha proseguito la preside Isabella Sgarbi – di allievi di una prima classe, quindi quattordicenni, che si sono anche autodenunciati. Non provengono da famiglie con disagio, sono ragazzi normali e non vi era alcun segnale premonitore. Hanno preso la cosa alla leggera: irridendo un pubblico ufficiale hanno rimarcato di non aver compreso la scala dei valori”.

“Ho già presentato un’interrogazione al ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara su quanto accaduto all’Istituto Viola-Marchesini di Rovigo, siamo davanti a un fatto di una gravità inaudita”, queste le parole sul grave episodio del deputato veneto Alessandro Zan. “Tutta la mia solidarietà alla docente colpita dai due colpi ad aria compressa che potevano avere anche conseguenze ben più gravi , ma è una solidarietà che estendo a tutto il corpo docenti italiano, a cui va garantita sicurezza e incolumità sul posto di lavoro: questo è ciò che ho chiesto al ministro. Sono necessarie iniziative che prevengano azioni mostruose e premeditate come quella diffusa nel video, ma anche misure di tutela per gli stessi insegnanti. La scuola forma i cittadini di domani e gesti come questo non possono ripetersi”.