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Rosa Capuozzo: «I vertici M5S e Roberto Fico sapevano»

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Il direttorio sapeva. La sindaca di Quarto Flegreo cambia per l’ennesima volta versione davanti ai magistrati e stavolta chiama in causa i vertici del MoVimento 5 Stelle, che l’ha espulsa a inizio settimana a causa delle mancate denunce del primo cittadino. La Capuozzo nel corso dell’interrogatorio di due giorni fa — il quinto in appena tre mesi — ha modificato la versione iniziale cominciando a parlare di informazioni passate al «direttorio» del quale fanno parte, oltre a Fico, anche Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. E parla anche di una riunione con Fico nella quale si parlò dei contrasti tra gli eletti, con il caso De Robbio in primo piano.

Rosa Capuozzo: «I vertici M5S e Roberto Fico sapevano»

La versione smentisce le parole dette in pubblico dalla Capuozzo nei gorni scorsi, quando il primo cittadino di Quarto aveva dichiarato di non aver informato i membri del direttorio di quanto stava accadendo a Quarto. E arriva proprio mentre si scopre che il marito è indagato nella vicenda per la storia degli abusi edilizi. Scrivono Bufi e Sarzanini sul Corriere:

Finora la donna aveva sempre negato di aver informato i leader del Movimento del ricatto subito da De Robbio che minacciava di rivelare l’abuso edilizio in casa del marito se non gli avesse dato mano libera per poter orientare alcuni appalti. In realtà inizialmente aveva addirittura escluso che si trattasse di una estorsione, minimizzando la «pressione» subita. Un atteggiamento che le ha fatto rischiare l’incriminazione per falsa testimonianza o addirittura per favoreggiamento visto che le conversazioni intercettate fanno emergere una realtà ben diversa, dando conto dei suoi contatti con il direttorio proprio riguardo ai suoi rapporti con De Robbio.
Il verbale è ancora segreto ma secondo le indiscrezioni che filtrano dalla Procura nell’ultimo interrogatorio — durato oltre quattro ore e segnato anche da momenti di grave tensione — Capuozzo ha parlato a lungo delle comunicazioni con Roma e degli incontri con Fico, che in un’occasione avrebbe anche deciso di partecipare alla riunione del consiglio comunale proprio per cercare di comporre la frattura interna visto che tra gli eletti alle ultime amministrative del maggio scorso c’erano scontri accesi sulle nomine, sulla scelta degli assessori, ma anche sulle deleghe legate agli affari del Comune. Ha chiarito anche che cosa accadde con Di Maio visto che nei colloqui con alcuni consiglieri — intercettati dai carabinieri — spiegava di avergli chiesto di intervenire non escludendo la possibilità «che ci devono commissariare». Ha «ricordato» gli altri contatti con il presidente della commissione di vigilanza sulla Rai.

Il sindaco avrebbe raccontato ai pm di quella riunione di consiglieri 5 Stelle, che si svolse alla presenza di Fico, mesi fa: proprio mentre infuriavano contrasti e lotte intestine per la nomina di assessori e consulenti, oltre che per l’arrivo in Comune di quei funzionari “sovra ordinati” che la stessa Capuozzo voleva come garanzia di controllo degli atti, e che non piacevano per nulla a De Robbio.

intercettazioni capuozzo di maio
Una parte delle intercettazioni nel caso Quarto (La Repubblica, 12 gennaio 2015)

La nuova giunta di Quarto

La Capuozzo si ritrova intanto con un esecutivo dimezzato dalle dimissioni di tre assessori, l’ultimo, Tullio Ciarlone (Urbanistica e Lavori Pubblici), è andato via ieri. Altri due, Raffaella Iovine (Cultura) e Umberto Masullo (Bilancio) si sono dimessi nelle scorse settimane. Deve fronteggiare anche un consiglio comunale che continua a sbriciolarsi. Oggi si è registrata la quinta defezione, con le dimissioni di Lucia Imperatore, la quarta in seno ai ‘grillini’. Non vogliono abbandonare il M5S, non vogliono essere espulsi e prendono le distanze da Capuozzo. La stessa base appare divisa: gli attivisti concordano con il diktat di Grillo. Le opposizioni, intanto, spingono per la convocazione del consiglio comunale straordinario. “Vogliamo dibattere – ribadisce Giovanni Santoro, della lista civica ‘Uniti per Quarto’ – della delicata situazione amministrativa. Bisogna verificare la tenuta della maggioranza”. Rincara Gabriele Di Criscio della lista civica ‘Forza Gabriele: “E’ importante sapere in maniera chiara se tutti i consiglieri sostengono ancora il sindaco”. Il presidente del consiglio comunale, Lorenzo Paparone, a cui spetta la convocazione, avrebbe programmato l’assemblea tra mercoledì e giovedì prossimi. Non prima, perché martedì il sindaco, che non è indagato, sarà sentito dall’autorità anticorruzione. La Capuozzo è stata già ascoltata cinque volte dai magistrati della Dda di Napoli sul voto di scambio e sulla tentata estorsione aggravata subita dal consigliere del suo stesso partito, Giovanni De Robbio, poi espulso. Ieri l’ultimo passaggio in Procura con un interrogatorio di circa cinque ore. Indagato in una inchiesta parallela, relativa all’abuso edilizio nella casa dove risiede con la famiglia, il marito, Ignazio Baiano, per falso e abuso edilizio. Proprio la richiesta di condono dell’abitazione di via Masullo, realizzazione di un sottotetto termico, è stato uno degli elementi scatenanti la bufera amministrativa. Gli altri due fatti su cui i magistrati stanno indagando sono le ‘pressioni’ esercitate dal consigliere De Robbio sul sindaco per affidare il campo sportivo, gestito dalla Nuova calcio per la Legalità, il club antiracket, a imprenditori privati suoi amici e collegati con il malaffare e l’assunzione del figlio di un ex assessore Pd, Mario Ferro, al civico cimitero.
Edit ore 19.00: Roberto Fico risponde agli articoli che lo chiamano in causa oggi:

I giornali come sempre scrivono con un vergognoso taglia e cuci, mischiando, modificando e riportando – con titoli ad effetto fuorvianti -sommariamente la verità per buttare fango e magari vendere qualche copia in più. Sulla vicenda Quarto:
Punto uno: NON ERO A CONOSCENZA DI NESSUN RICATTO, MINACCIA, ESTORSIONE DA PARTE DI DE ROBBIO.
Punto due: ERANO NOTE LE DIVERGENZE E I CONTRASTI POLITICI (contrasti, NON MINACCE) tra De Robbio e il sindaco Capuozzo.
Per questo motivo sono stato invitato ad intervenire ad una riunione del gruppo consiliare M5S e ho partecipato alla prima parte di questo incontro a luglio.
Punto tre: I MEDIA FINGONO DI NON COMPRENDERE LA SOSTANZIALE DIFFERENZA TRA CONTRASTI POLITICI E MINACCE (di mali ingiusti). Io ERO A CONOSCENZA DEI PRIMI E NON DEI SECONDI. E, almeno per me, CAMBIA MOLTO.
Il 30 ottobre Rosa Capuozzo riceve un plico contenente una denuncia su presunti illeciti relativi all’immobile in cui vive.
Sul Blog di Beppe Grillo, il 4 Novembre, il sindaco scrive : “Da giorni circola un plico di documenti..su un presunto abuso edilizio che, seppur parzialmente, mi riguarderebbe. La prima cosa che ho fatto è stata di presentarmi io stessa dai carabinieri per chiedere loro di compiere tutti gli accertamenti del caso nel più breve tempo possibile… Quanto all’autore di questo “romanzo di fantasia”, composto da documenti trafugati e costruito ad hoc, dovrà risponderne in tutte le sedi”. http://www.beppegrillo.it/…/la_trasparenza_di_rosa_capuozzo…
Il 6 e 7 novembre ho incontrato la Capuozzo per discutere del plico ed informarmi al riguardo.
Ciò che mi e’ stato raccontato corrisponde a quanto pubblicato sul blog e a quanto scritto da Rosa il giorno dopo con una lettera al Mattino: https://goo.gl/NfJ0yM
Il primo dicembre il sindaco mi informa di essere stata ascoltata dai pm che le hanno fatto delle domande su De Robbio.
Il 14 Dicembre abbiamo espulso Giovanni De Robbio.
I successivi contatti e incontri con il Sindaco Capuozzo vertono sulle considerazioni politiche e sulla linea da adottare. Alla fine abbiamo valutato che l’unica strada fossero le dimissioni che le sono state richieste informalmente una prima volta il 9 gennaio e una seconda il 10 gennaio. Avendo il sindaco deciso di continuare il mandato, abbiamo pubblicato sul blog di Beppe Grillo la richiesta ufficiale di dimissioni da parte del Movimento.
Successivamente, anche a seguito di nuovi elementi emersi dalla pubblicazione delle intercettazioni, si è proceduto alla sua espulsione e al ritiro del simbolo M5S all’amministrazione di Quarto.
Il pomeriggio dell’8 gennaio sono stato sentito a Napoli dal pm semplicemente come persona informata dei fatti. Per evidenti ragioni di riservatezza, visto che ci sono delle indagini in corso, non divulgo i contenuti. Tuttavia si tratta di elementi già noti.
Tutto il resto che vi raccontano sono chiacchiere da bar prive di fondamento.