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Romano Floriani Mussolini, il pronipote del duce convocato per la prima volta con la Lazio

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Merito sportivo e un pizzico di fortuna: così Romano Floriani Mussolini, pronipote del duce e figlio dell’ex europarlamentare Alessandra Mussolini, difensore classe 2003 della Primavera della Lazio, è arrivato ad essere convocato per la prima volta in prima squadra. Complice l’emergenza in difesa, con le squalifiche di Acerbi e Luiz Felipe, il tecnico dei biancocelesti Maurizio Sarri ha deciso di portarlo con sé per la trasferta di Verona. Una grande soddisfazione per il ragazzo in forza alle giovanili di Alessandro Calori, dopo gli ottimi 90 minuti disputati con la Primavera nel match contro il Cesena.

Maglia numero 44 sulle spalle, sul retro della maglia soltanto il cognome del padre (Floriani), ma all’anagrafe i suoi genitori hanno scelto di dargli anche quello della madre. Un passato da terzino destro o da centrale di destra nella difesa a tre, è diventato maggiorenne appena lo scorso 27 gennaio. In chiesa ha sei nomi registrati: Romano e Maria, come i nonni materni, Benito come il bisnonno, Mauro come il padre, Magid come il secondo marito della nonna materna e Andrea, come il marito della zia Elisabetta. I compagni di classe sostengono che vada bene a scuola: ha frequentato l’ultimo anno del St George’s British International School, un istituto internazionale sulla Cassia.

La prima convocazione in Primavera è arrivata il 23 gennaio, in occasione della sconfitta contro il Milan. Alla Lazio, invece, è arrivato nella stagione 2016/17, strappato alla Roma dove aveva fatto parte del primo gruppo dell’Academy giallorossa. Dal fisico longilineo, con un’altezza di 1,86 metri, a gennaio 2018 ha accettato di andare in prestito alla Vigor Perconti per il girone di ritorno visto che non trovava spazio. Poi è tornato in biancoceleste e nel 2019-2020 è diventato titolare fisso dell’Under 17. Ha segnato anche un gol, quello del 4-0 in un match contro il Pisa. “Sono contenta per lui”, ha commentato Rachele Mussolini, sorella di Alessandra e zia di Romano. “Nel calcio – ha aggiunto – c’è tanta concorrenza, ma se uno è bravo si fa conoscere. Non posso che fargli in bocca a lupo come lo farei a qualsiasi ragazzo che viene chiamato per un’esperienza così importante”.