Economia

Lo sciopero dei lavoratori di Roma Metropolitane

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Circa 150 lavoratori di Roma Metropolitane stanno manifestando da questa mattina in piazza del Campidoglio a seguito dell’approvazione in assemblea capitolina del 4 novembre scorso che prevede che la società non sia ricapitalizzata e sia quindi lasciata fallire. “Lavoro, lavoro” e “dignità dignità” hanno urlato i lavoratori in presidio con fischietti e megafoni. Ancora “Linda Meleo vai oltre il Colosseo” hanno gridato i dipendenti riferendosi alla possibilità che la Metro C non sia prolungata, come nel progetto originale, fino ad Ottaviano.

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Lo sciopero proclamato dai lavoratori di Roma Metropolitane

Lo sciopero dei lavoratori di Roma Metropolitane

“In particolare – spiega il comunicato – i Lavoratori denunciano che: 164 impiegati e quadri pagano oggi, con il rischio di perdere il lavoro, la perdurante mancanza di atti politico/amministrativi coerenti in merito ai rapporti contrattuali tra Roma Capitale e la sua società strumentale; tale assenza ha costruito le condizioni attuali di grave sofferenza finanziaria della Società; l’Amministrazione Raggi, lungi dall’assumere la dovuta iniziativa politica volta a risolvere finalmente la situazione, ha di fatto annunciato la chiusura della Società, senza fare parola della sorte dei Lavoratori ma anzi sottoponendoli a un processo sommario senza diritto alla difesa, che ha leso non solo la professionalità ma anche la dignità delle persone; non si è fatta distinzione alcuna tra i responsabili delle scelte strategiche e chi ha svolto con dedizione e professionalità il proprio lavoro. I Lavoratori di Roma Metropolitane chiedono: certezza sulla continuità dell’occupazione, nel rispetto delle professionalità; di non disperdere il patrimonio pubblico di competenze qualificate che essi rappresentano, risorsa a disposizione dell’Amministrazione e della città per l’auspicato rilancio dello sviluppo delle reti di trasporto collettivo”. Alcune foto dello sciopero di Roma Metropolitane si trovano su Facebook.

Lo sciopero di Roma Metropolitane

Cosa succede a Roma Metropolitane

Il tracciato di partenza prevedeva 25,5 chilometri di binari, 30 stazioni e tre miliardi di spesa, poi cresciti di altri 700 milioni per la progettazione iniziale carente; i soldi stanziati alla fine basteranno per arrivare fino alla fermata Colosseo e soltanto nel 2021, perché il tratto è stato già finanziato dal governo, dalla Regione Lazio e dal Campidoglio. E il problema più importante che dovrà gestire la giunta grillina sarà proprio cosa fare con l’eredità economica della liquidazione:

L’accordo attuativo firmato nel 2013 tra la partecipata e la società che si occupa della realizzazione dell’opera, prevede la risoluzione consensuale del contratto nel caso in cui non venga finanziata, entro il 31 dicembre 2016, la tratta oltre piazza Venezia. Ma fino a quella stazione i lavori devono proseguire comunque, altrimenti il Comune sarebbe costretto a pagare penali milionarie. I contratti in essere, per garantire la continuità dell’attività, potrebbero essere trasferiti a un nuovo soggetto o affidati direttamente al Comune (più verosimilmente a un’agenzia controllata, come l’Agenzia per la mobilità).
«Per noi sarebbe meglio che questa liquidazione si faccia al più presto – commenta Franco Cristini,presidente del consorzio Metro C – Oggi noi non abbiamo più interlocutori validi». Più complicato invece il trasferimento dei 200 dipendenti della società in liquidazione. I sindacati sono in allerta, perché potrebbero essere assunti, senza passare da un concorso, soltanto i lavoratori che in precedenza avevano lavorato per il Comune. L’assessore alle Partecipate, Massimo Colomban ha rassicurato: «Tuteleremo i lavoratori».

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Roma Metropolitane: il tratto di Metro C progettato che non sarà realizzato (Repubblica, 4 novembre 2016)

Non bisogna poi dimenticarela procura, che da tempo ha avviato una serie di fascicoli sulle gare d’appalto e sui ritardi nella consegna dell’opera, ha disposto una serie di perquisizioni nella sede di Metro C in via dei Gordiani. Gli investigatori hanno proceduto al sequestro di una serie di documenti e faldoni per il procedimento che vede indagate 13 persone tra ex amministratori locali, imprenditori e massimi dirigenti dell’epoca di Roma Metropolitane e Metro C. Nel procedimento coordinato dal sostituto procuratore Erminio Amelio risultano indagati anche l’ex assessore alla mobilità della Giunta Marino, Guido Improta, l’ex dirigente del ministero dei Trasporti, Ercole Incalza. Per tutti si ipotizza il reato di truffa aggravata.

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