Opinioni

Roberto Fico si dichiara incompetente sullo Statuto M5S

Il presidente della Camera Roberto Fico si è dichiarato “incompetente” sullo statuto dei gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle e sulle palesi violazioni costituzionali che contiene, prima tra tutte la “penale” da 100mila euro per chi cambia gruppo. Lo ha fatto sapere stamattina il deputato di +Europa Riccardo Magi, che ha ricevuto una comunicazione dalla stessa presidenza in risposta alla sua interrogazione. “Il presidente della Camera Roberto Fico ha appena risposto per iscritto alla mia lettera dichiarandosi incompetente rispetto all’incostituzionalità del regolamento del gruppo M5S sul vincolo di mandato: una questione di cui lo avevo investito, come anche il collega Ceccanti, chiedendogli di intervenire a tutela dei principi costituzionali e delle prerogative parlamentari nell’istituzione che Fico rappresenta. Eppure diversi costituzionalisti, a cui in questi giorni abbiamo chiesto un parere, ci hanno risposto avvalorando la nostra tesi: se il regolamento di un gruppo contraddice manifestamente la Carta, prevedendo una multa (salatissima!) per chi lo abbandoni, il presidente della Camera, terza carica dello Stato, non può far finta di nulla“, ha detto Magi in un comunicato stampa.

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“Ricordiamo, peraltro – prosegue – che si tratta dello stesso gruppo a cui Fico risulta iscritto. Trincerarsi dietro il difetto di uno specifico potere di controllo sugli statuti dei gruppi da parte della presidenza, richiamandosi a un precedente non paragonabile e rinviando a futuribile modifica del Regolamento, non è quello che ci saremmo aspettati da chi rappresenta un ramo del Parlamento e che dovrebbe preoccuparsi che ciascun membro del Parlamento – che secondo la Costituzione «rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato» – non agisca per paura o sotto la minaccia di essere multato. Non è il difetto di una norma specifica che impedisce al Presidente di manifestare formalmente ai colleghi parlamentari l’inconsistenza, nullità e illiceità per violazione dell’ ‘ordine pubblico costituzionale’ di una previsione regolamentare ad oggi sottoscritta dallo stesso Presidente Fico”.

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