La macchina del funky

Roberta Lombardi e il codice etico M5S

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Roberta Lombardi rilascia un’intervista al Corriere della Sera oggi in cui difende l’adozione del codice etico per gli eletti M5S e nega che sia pensato in particolare per Virginia Raggi:

Quante possibilità crede abbia l’amministrazione di Roma di uscire dall’impasse dopo i cambiamenti avvenuti a dicembre? È fiduciosa?
«Questo è un giudizio che lascio all’amministrazione capitolina».
Il 2016 si è chiuso con molti malumori tra voi parlamentari.
«Malumori è pregiudizievole, io li chiamerei umori. Che ce ne siano diversi, in un movimento in progressiva crescita, lo trovo un bene, uno stimolo a confrontarsi e a migliorare».
Lei fa parte del Comitato d’Appello del Movimento, alcuni dei suoi colleghi hanno paventato dubbi sul potere di discrezionalità del garante e di chi dovrà decidere sulle sanzioni: cosa pensa? Servono correttivi ai meccanismi che avete appena adottato?
«Guardi, se qualsiasi partito adottasse un codice etico come il nostro, allora la classe politica italiana riuscirebbe a liberarsi di decine e decine di indagati, condannati e prescritti che oggi siedono in Parlamento e in moltissime amministrazioni locali. Per intenderci: con il nostro codice un De Luca, oggi, si starebbe cercando un lavoro».

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Lei, con il suo ruolo, come pensa di agire quando dovrà valutare colleghi che conosce da anni?
«Il Comitato di appello svolge una funzione di carattere politico. Detto questo, sarà ovviamente super partes e mi esprimerò in modo oggettivo, facendo fede al nuovo non statuto e al nuovo regolamento votato ad ottobre dagli iscritti. Mi appellerò a mia volta, dunque, alla volontà dei cittadini».
Non c’è il rischio che investire alcuni di voi di un potere così elevato possa aumentare le tensioni tra voi?
«La sua è una proporzione che non riconosco. Io non sento di avere alcun potere, sono una semplice portavoce che si impegna a svolgere il suo compito al meglio».