Opinioni

«Ritirate la pubblicità del libro di Allam con Foley»

Il Comitato di controllo dell’Istituto per l’Autodisciplina della Pubblicità ha ordinato a il Giornale di ritirare immediatamente la pubblicità del libro di Magdi Allam. Lo spot ritraeva il reporter americano James Foley poco prima di essere assassinato dai terroristi dell’ISIS. Ne parla Radiodirittozero su Facebook:

Il messaggio è stato definito dal Comitato “MACABRO”, responsabile di aver prodotto una “INEVITABILE OFFESA ALLA DIGNITA’ DELLA PERSONA” nonché un “CINICO STRUMENTO DI SFRUTTAMENTO DI SENTIMENTI UMANI” e di un “DRAMMA UMANO”, in modo chiaramente in contrasto con “L’ART. 10 CHE IMPONE IL RISPETTO DELLA DIGNITA’ UMANA IN TUTTE LE SUE FORME E ESPRESSIONI”.
“Un provvedimento giusto e doveroso, è il commento dell’Avv. Luca Bauccio autore dell’esposto al Comitato e legale della famiglia Foley. Anzitutto l’uso di quella foto per fini pubblicitari è indebito in quanto non è mai stato autorizzato dalla famiglia Foley. Peraltro è contro ogni principio di diritto e di civiltà che per meri fini commerciali sia stata usata l’immagine di James Foley sul punto di morire senza alcuno scrupolo per la memoria di chi è stato barbaramente trucidato e per la sua famiglia, esposta ad un nuovo e straziante dolore e a una umiliazione gratuita. Una manifestazione di cinismo e di spregiudicatezza cui fortunatamente il Comitato ha posto fine con parole univoche e ferme”.

Un paio di settimane fa l’avvocato Luca Bauccio, che rappresenta la signora Diane Foley in Italia, aveva chiesto al Giornale di rimuovere la pubblicità che usa la foto del figlio per presentare il libro di Magdi Allam, «Non perdiamo la testa».

Oggi, sabato 25 ottobre, in qualità di difensore della Sig.ra Diane Foley, madre di James Foley, il reporter barbaramente ucciso dall’ISIS, ho inviato una diffida alla Società Editrice de il Giornale intimando di sospendere immediatamente la diffusione della pubblicità del libro a firma di Magdi Allam, Non perdiamo la testa.
Ho anche inoltrato nell’interesse della Sig.ra Foley una richiesta al Comitato di Controllo per la pubblicità perché ordini a il Giornale il ritiro di questa pubblicità.
La famiglia sta valutando ogni altra azione da intraprendere contro il Giornale.
L’aver messo in mostra la fotografia di James Foley pochi attimi prima della sua esecuzione per pubblicizzare la vendita di un libro, peraltro giocando macabramente con l’accostamento tra il titolo e l’immagine, oltre ad essere un indebito sfruttamento per fini commerciali e di propaganda dell’ immagine di James Foley è anche una mancanza di rispetto per la memoria e la dignità di uomo defunto e per la tragedia che la sua famiglia e la comunità delle persone che lo amavano stanno vivendo.
La famiglia Foley vuole sottolineare che non nutre odio e non ha propositi di vendetta ma chiede solo rispetto, chiede solo di poter vivere il proprio dolore senza subire altre umiliazioni, altre offese, altri turbamenti. James Foley è stato un bravo e appassionato reporter, amava raccontare, documentare, informare. James Foley amava la vita e credeva nella dignità degli esseri umani, e per questo ha voluto rivelare al mondo il dramma del popolo siriano. Per questo ha vissuto e per questo è morto.
James Foley non è la comparsa pubblicitaria di un libro del Sig. Magdi Allam. Il Giornale ritiri immediatamente la pubblicità del suo libro, per il rispetto e la dignità di un defunto e per la considerazione umana che merita il dolore della sua famiglia.

Il Giornale aveva già cambiato la sua pubblicità con Foley nei giorni scorsi:

foley allam giornale
La nuova pubblicità del libro di Magdi Allam sul Giornale: scompare Foley