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La bufala dello scienziato sul rischio Ebola in Italia

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Oggi il Giornale strilla in prima pagina un’intervista allo scienziato Luc Montagnier che lancia l’allarme Ebola in Italia. Il sobrio titolo del Giornale che segnala l’intervista:
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E la presentazione dell’intervista in prima pagina:

Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina e scopritore del virus Hiv: «Con tanti sbarchi dall’Africa,il vostro Paese è a rischio contagio di Ebola». Certo, la pandemia non è all’ordine del giorno, ma l’allertava mantenuta: «Non è il caso di cedere al panico, ma occorre vigilare-spiega lo scienziato in un’intervista esclusiva-: il virus si trasmette velocemente, anche attraverso il solo contatto della pelle. Se Ebola arriva in una città può colpire prima che le autorità siano in grado di fermarlo».

Le parole di Montagnier, secondo quanto scrive il Giornale:
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IL MERITO DELLA QUESTIONE
Prima di tutto, il merito della questione: è un’ignobile bufala sostenere che l’Ebola si trasmetta attraverso il contatto con la pelle. In realtà il virus si trasmette per contatto con i fluidi di chi è contagiato o di chi è morto. Certo, è possibile la trasmissione di Ebola se un paziente starnutisce vicino a voi, ma questo avviene perché si viene a contatto con i liquidi espulsi non perché si respira la stessa aria del malato stando nella stessa stanza. E non è nemmeno probabile che il virus cambi il modo con cui si trasmette diventando capace di trasmettersi per via aerea, subendo una mutazione che, quella sì, potrebbe provocare epidemie incontrollabili. Per ammalarsi di Ebola è necessario entrare in contatto con i fluidi di un malato. Chi è in fase di incubazione non è infetto. Isolando i pazienti è possibile quindi contenere il propagarsi dell’infezione e fermare l’epidemia. Il tutto è stato sintetizzato in questo simpatico test, o quiz dell’Ebola, pubblicato qualche giorno fa:

ebola quiz
Il «quiz» per Ebola di Vox

CHI È LUC MONTAGNIER
A questo punto voi direte, e sono sicuro che lo state per dire: Ok, ma Luc Montagnier è uno scienziato, ha vinto il premio Nobel per le sue ricerche sull’HIV, saprà quel che dice. Vero è che Montagnier ha vinto un Nobel. Però bisognerebbe anche ricordare anche le attività a cui si è dedicato dopo aver vinto il Nobel – ne abbiamo parlato qui – , e alle sue simpatiche comparsate televisive. Come un’intervista a Le Iene nella quale affermava che l’AIDS si poteva trasmettere anche attraverso un bacio: una bufala che costò alla trasmissione di Italia 1 una serie di rettifiche. Dell’intervista non c’è più traccia, ma alcuni vecchi articoli su Corriere e Repubblica ci dicono che Montagnier aveva cominciato ben prima (nell’agosto del 2000) con le sue curiose affermazioni:

Le ricerche, ha dichiarato lo studioso, hanno rivelato che le ghiandole salivari contengono componenti virali che possono essere trasmesse con un bacio profondo. «Anche se il tasso di trasmissione con questo processo è molto basso, non possiamo escludere completamente che il bacio con scambio di saliva possa provocare l’ Aids», ha sottolineato Montagnier, specificando che il rischio si accresce se uno dei partner ha piaghe o ulcere in bocca. Le affermazioni del virologo transalpino hanno colto di sorpresa i maggiori esperti italiani di Aids. «Sono asserzioni sorprendenti», commenta Giovanni Rezza, direttore del Centro operativo Aids dell’ Istituto superiore di Sanità, di Roma. «Tutti gli studi controllati svolti finora in tutto il mondo non hanno permesso di accertare casi di trasmissione del virus Hiv attraverso la saliva. Le ricerche più convincenti in questo senso sono quelle operate su coppie nelle quali un partner era portatore del virus e l’ altro sano».

Ma non è questa la peggiore di Montagnier. La peggiore viene raccontata da Andy Lewis qui, e risale al 2009: nel gennaio di quell’anno Montagnier pubblicò i risultati di una ricerca che affermava che il DNA poteva indurre segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali manterrebbero poi “memoria” delle caratteristiche del DNA stesso. Queste onde radio possono essere associati con “nanostrutture” nella soluzioni che potrebbe essere in grado di ricreare l’agente patogeno. Il tutto condito con affermazioni prima e pubblicazioni di presunti studi e ricerche poi che sostenevano gli effetti delle cure omeopatiche. Uno studio che venne giudicato «privo di validità scientifica poiché carente riguardo al protocollo sperimentale, alle apparecchiature usate, alle semplici basi teoriche». Non bastasse questo, ci sarebbe anche la storiella dei 35 premi Nobel che hanno chiesto la rimozione di Montagnier da direttore part time del Centro Chantal Biya internazionale di riferimento (CIRCB) a Yaoundé con una lettera scritta da Richard Roberts, biologo molecolare e a sua volta premio Nobel, il quale si dimise dal centro in polemica insieme ad altri membri dal consiglio scientifico. Nella lettera si accusava Montagnier di aver abbracciato teorie lontane dalla ricerca scientifica, come quella dell’acqua che conteneva memoria degli agenti patogeni non più presenti in essa e quella sulle onde elettromagnetiche emesse dalle sequenze del DNA, utili a diagnosticare malattie. Dite che può aver ragione Montagnier, e torto tutti gli scienziati del mondo che dicono che Ebola attualmente non si trasmette attraverso il contatto con la pelle? In ogni caso vi sconsigliamo di curarlo con l’omeopatia.

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