Economia

Riscaldamento domestico: i tanti costi e i possibili risparmi

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l’Italia ha le bollette del gas tra le più salate d’Europa. Ma con il passaggio a un contratto migliore si può risparmiare più del 15% sulla bolletta del gas da riscaldamento domestico. Non è poco, vista la maxi spesa che occorre sborsare ogni anno per tenere la casa calda. Nel 2016 questa somma è stata, in media, di 971 euro a famiglia, un dato che riguarda sia il mercato della maggior tutela, sia il mercato libero. Spiega oggi un’infografica della Stampa che tra le regioni quella in cui si paga di più il riscaldamento domestico è il Molise, dove il costo medio AEEGSI è di 1474 euro, molto simile a quello del mercato libero; seguono le Marche e l’Abruzzo e poi il Friuli Venezia Giulia e la Toscana. Si spende invece di meno in Basilicata (800 euro) e Sicilia (863 euro).

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Riscaldamento domestico: i tanti costi e i possibili risparmi (La Stampa, 20 marzo 2017)

Come si può risparmiare o spendere qualcosa di meno? La Stampa si affida all’analisi di SoSTariffe.it:

Passando al mercato libero, i lucani otterrebbero una convenienza del 15,3% sul conto di fine anno di oggi. Il risparmio maggiore però lo può raggiungere chi vive in Molise, la Regione più costosa d’Italia per quanto riguarda il gas, con una spesa di ben 167 euro in meno all’anno per chi sceglie l’offerta gas più conveniente. Un risparmio analogo si ottiene nelle Marche, l’Abruzzo, il Friuli Venezia Giulia, la Toscana e l’Emilia Romagna. Per arrivare al risparmio basta fare una rapida verifica sui tanti comparatori online da SoSTariffe.it, a Segugui.it, a Facile.it fino a MyBest.it che, per primo, arriverà nelle strade italiane con un negozio fisico «compara&risparmia» dove le famiglie potranno recarsi a chiedere informazioni (il primo store è stato aperto oggi in centro a Bologna, ne seguiranno altri 10 in tutta Italia).

Oltre al vantaggio del risparmio, alcuni operatori, in questa fase, offrono incentivi al cambio. Attenzione però a farsi bene i conti. Occorre poi tenere gli occhi bene aperti e non sottoscrivere proposte prima di aver letto bene le condizioni e confrontato le tariffe a metro cubo. A volte le offerte possono sembrare più vantaggiose ma poi una volta letto il contratto si arriva alle brutte sorprese. La più classica è quella degli sconti «a tempo» che riguardano solo i primi mesi con il nuovo operatore. Poi si passa a tariffe più salate.