Economia

Quanto costano i richiedenti asilo

Centri di prima accoglienza che esplodono, aumento insostenibile delle richieste di asilo, fatture esponenziali dagli alberghi in cui dormono temporaneamente gli stranieri, costi per l’assistenza ai rifugiati triplicati ma tenuti nascosti dallo stato: no, non è il cahier des doléances della Lega, ma il dossier redatto dal deputato UMP Eric Ciotti sulle falle del sistema francese di gestione dei richiedenti asilo, che è scioccante e getta benzina sul fuoco delle polemiche sull’immigrazione, alla vigilia dell’apertura del dibattito parlamentare sul disegno di legge governativo di riforma del diritto di asilo, che si apre a Parigi il 12 novembre.
 
IL DOSSIER DI ERIC CIOTTI
Eric Ciotti, presidente dell’assemblea del dipartimento delle Alpi Marittime, è deputato dell’UMP, il partito di centro destra nato nel 2002 dall’unione di formazioni politiche di diverso orientamento (conservatrici, neogolliste, liberali), che quell’anno fece eleggere Jacques Chirac alla presidenza della repubblica e ottenne la maggioranza dei seggi all’Assemblea nazionale. L’UMP fece eleggere Sarkozy, ma negli anni il suo sostegno elettorale si è sbriciolato a vantaggio della destra lepenista estrema, preferita dagli elettori per le sue posizioni antieuropeiste e di rigido contrasto all’immigrazione (da sempre cavallo di battaglia di Ciotti). In Francia i tempi medi di esame dalle richieste di asilo viaggiano sui sei mesi e 15 giorni (e sono analoghi a quelli italiani); per tutto questo periodo il paese nel quale lo straniero arriva e chiede asilo è tenuto a farsi carico delle sue necessità.  Il dossier di Ciotti (secondo il quotidiano Le Figaro noto finora solo in ambito parlamentare) si basa sul rapporto diffuso nell’aprile scorso dalla Commissione parlamentare di valutazione e controllo delle politiche pubbliche, e mette in luce “i costi reali e le frodi di un sistema il cui funzionamento è in gran parte tenuto nascosto all’opinione pubblica”. Secondo il deputato francese, sono 30mila le richieste di asilo di cui si sta occupando l’ufficio per la protezione dei rifugiati: “Le richieste di protezione internazionale sono aumentate dell’85 per cento, tra il 2007 e il 2013”, e le domande di asilo, “istigate in molti casi dalla filiera dell’immigrazione, sono rivolte soprattutto alla Francia e alla Germania”.
 
UN PESO INSOSTENIBILE
Alloggiare i richiedenti asilo è per la Francia “un peso insostenibile” stante la crisi in atto, sostiene Ciotti, secondo il quale, se in dieci anni la capacità dei centri di accoglienza per richiedenti asilo si è quadruplicata, i costi per dare una casa a tutte queste persone hanno raggiunto i 220 milioni di euro, una fetta enorme dei 600 milioni di euro destinati dallo Stato al programma di immigrazione e asilo per quest’anno. Fondi che di fatto sono gestiti da poche organizzazioni e dalla società a capitale pubblico Adoma, “che avrebbe dovuto rivestire un ruolo accessorio ed è invece arbitro della gestione dei soldi”. “Le spese per l’alloggiamento d’urgenza, in particolare sotto forma di fatture di alberghi, sono di conseguenza aumentate in modo incontrollato – sostiene Ciotti. – Le previsioni si sono ampliate fino a eguagliare  il numero di posti letto dei centri di accoglienza per i richiedenti asilo. Il carico economico risulta triplicato, tra il 2008 e il 2012, al punto che oggi sono di più le persone prese in carico nel sistema di alloggiamento d’urgenza che quelle in carico ai centri di accoglienza”.
costi esponenziali acoglienza ai richiedenti asilo in Francia
Il sistema, secondo l’esponente di centro destra, produce disparità tra i richiedenti asilo; senza contare che questo va a discapito di senzatetto e persone senza fissa dimora “indigeni”, destinatari naturali dell’accoglienza e dell’assistenza abitativa pubblica. Ciotti sottolinea infine come il sostegno economico destinato ai richiedenti asilo sia aumentato del 367% tra il 2007 e il 2013.  E in Italia? La situazione non è molto diversa da quella che si trovano ad affrontare i cugini francesi, con l’unica, significativa differenza che chi qui arriva e chiede asilo sceglie quasi sempre di trasferirsi clandestinamente in altri paesi europei nei quali l’assistenza è degna di questo nome (da noi i richiedenti asilo finiscono in massima parte a dormire per strada e a mangiare alle mense della Caritas).