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Riccardo Maglianesi e Chiara Magnamassa: le altre due vittime dell'esplosione in via Brioschi

via brioschi milano

Insieme a Micaela Masella nell’esplosione di via Brioschi a Milano sono morti anche Riccardo Maglianesi,  27 anni, di Morrovalle, e la sua fidanzata Chiara Magnamassa, di Monte San Giusto.  Riccardo si era laureato all’Università Politecnica delle Marche nel 2012, con 110 e una tesi in International Business and Economics. Dopo la laurea magistrale aveva seguito un Master in Quantative Finance and Risk Management alla Bocconi, a Milano, e fatto esperienze alla Santoni Shoes e un corso e-Capital nelle Marche. Plurilinque, figura anche fra i fondatori dell’associazione culturale Primavera di Morrovalle. Chiara era product manager, buyer, stylist. ”Girovagando fra vari sogni, ho ben presto capito che il mondo della moda era quello giusto per me” c’è scritto nel suo profilo. ”Cresciuta fra mucchi di scarpe da cucire e assemblare (i miei mi portavano spesso nell’azienda di famiglia), non potevo che dedicarmi al mondo della calzatura. Indipendente e determinata, dopo una formazione linguistica, ho preso la matita in mano, ed ho lasciato sfogare la mia creatività con disegni di calzature di vario genere”. La curiosità aveva poi spinto Chiara a cimentarsi anche con l’abbigliamento, nell’ufficio prodotto dell’azienda Elisabetta Franchi. Tornata ”al campo base”, non aveva abbandonato le ”grandi ambizioni”, tanto da ritrovarsi ”quasi per caso in un’azienda produttrice di accessori metallici e tessili per calzature, pelletterie ed abbigliamento”. Il racconto si chiude con una frase che letta oggi fa male: ”prossimo step, quale sarà?”.

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Riccardo Maglianesi e Chiara Magnamassa: i due morti nesplosione in via Brioschi con il cantante degli Eagles of Death Metal (Corriere della Sera, 13 giugno 2016)

Riccardo Maglianesi e Chiara Magnamassa: le altre due vittime dell’esplosione in via Brioschi

Secondo le prime indagini l’esplosione sarebbe stata determinata da una fuga di gas nella casa in cui vivevano i due ragazzi morti e in particolare dai fornelli della cucina. Il boato è stato avvertito in diversi punti della città. Per ore i vigili del fuoco hanno scavato sotto le macerie con l’aiuto dei cani per verificare che non ci fossero altre persone sepolte. Racconta il Corriere:

Ricevuta la notizia, ieri si sono subito ritrovati a Morrovalle, il paese da cui Riccardo era partito, a pochi chilometri da Monte San Giusto, dov’era nata Chiara. «E dove tornavano appena possibile, erano stati qui per il ponte del 2 giugno», raccontano. E ricordano Riccardo che si era laureato nel 2012 all’Università Politecnica delle Marche con 110 e una tesi in International Business and Economics, che era partito per la California ed era stato tre mesi nell’agenzia dell’Enit di Los Angeles. «Poi aveva lavorato due anni in un calzaturificio a Corridonia e aveva messo da parte i soldi per iscriversi al master Mafinrisk della Bocconi. Lunedì avrebbe iniziato il tirocinio nel reparto fondi di investimento di una banca». Il professore che lo seguiva al master ieri si è presentato all’obitorio: «Era bravissimo»

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Micaela Masella con Giuseppe Pellicanò (Corriere della Sera, 13 giugno 2016)

Micaela Masella, 43 anni, lavorava al teatro Carcano come direttrice delle relazioni esterne e degli eventi, stesso ruolo che ricopriva al Centro Studi Coreografici. È figlia di Renata Bestetti, ex prima ballerina del San Carlo, e del regista e scrittore Aldo Masella. Viveva in via Brioschi con il marito Giuseppe Pellicanò e le due figlie:

Titolare di un’agenzia di pubblicità Giuseppe; impegnata nella danza Micaela, appassionata di quella disciplina che non considerava uno sport qualunque ma un’eccellenza, una nobilissima arte, un privilegio raro. Cortese e decisa, capace di teneri slanci d’affetto nei momenti impensati, al riguardo non voleva sentir parola, la danza non si doveva discutere. Negli ultimi mesi aveva moltiplicato l’impegno al Carcano. Forse per pensare ad altro e non alle difficoltà col marito. Erano separati eppure, per il bene delle bimbe e soprattutto per difendere la più piccola, autistica, vivevano insieme. Avevano avviato un percorso da un esperto, per farsi aiutare.
I genitori della donna, all’ospedale Niguarda, ammettono quasi come una colpa che il matrimonio fosse ormai alla fine e non ci fosse verso di tornare indietro. In ospedale sono ricoverate le bimbe, unitissime, dicono i parenti, come due gemelle. Nonostante i quattro anni di differenza. E del resto la maggiore, orgogliosa, ha sviluppato un forte senso di protezione, attenta a che nessuno prendesse in giro la sorellina o si permettesse di pensarlo. Ha ustioni sul venti per cento del corpo; la metà rispetto alla più piccola, con piaghe profonde su braccia e gambe. Sono gravi. E grave è il padre, inizialmente ricoverato in un altro ospedale, il San Paolo, e nel pomeriggio trasferito proprio al Niguarda.

Cosa si sa dell’incidente


Secondo i tecnici dei vigili del fuoco, che per ore hanno lavorato nel complesso residenziale a cui si accede anche da via privata Portoferraio, all’origine della tragedia potrebbe esserci “un problema meccanico”, il malfunzionamento di uno degli apparecchi a gas presenti nell’abitazione dei due giovani marchigiani. Per quello che dunque si profila come un incidente, la procura di Milano ha aperto un fascicolo a carico di ignoti con l’ipotesi di disastro colposo e in via Brioschi 65 questa mattina il pm di turno Elio Ramondini ha condotto un primo sopralluogo accompagnato dagli investigatori. Per accogliere gli sfollati, che dovrebbero essere una 40ina di persone che risiedono nei 16 appartamenti della palazzina interessata dallo scoppio che e’ stata dichiarata inagibile, il Comune di Milano ha gia’ messo a disposizione delle camere di albergo e una ventina di appartamenti comunali. Lo hanno annunciato gli assessori ai Lavori pubblici, Carmela Rozza, e alla Sicurezza, Marco Granelli, che oggi si sono recati in via Brioschi, mentre il sindaco Giuliano Pisapia, che e’ andato al Niguarda, ha proclamato “fin da oggi il lutto cittadino per il giorno in cui si terranno le esequie” delle vittime. Dal primo pomeriggio, di fronte all’ingresso del complesso residenziale la protezione civile comunale ha allestito un gazebo per fornire assistenza ai residenti, mentre sul posto sono ancora presenti le forze dell’ordine e i pompieri. Ingenti i danni causati anche a diversi appartamenti delle tre palazzine adiacenti a quella dove c’e’ stato lo scoppio, dove l’onda d’urto ha “aperto” gli infissi e fatto crollare i cassonetti delle tapparelle, divelto finestre e porte, e fatto esplodere i vetri. Questa mattina, il boato, violentissimo, e’ stato sentito in tutto il quartiere e molti, inizialmente, avevano pensato all’esplosione di una bomba.